Il processo per la violenza subita due anni fa da una ragazza di 14 anni residente a Vasto ha avuto ieri le prime battute davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

I fatti risalgono al 2023: una coetanea, all’epoca 13enne e non imputabile, avrebbe convinto la vittima a seguirla a casa di due ragazzi poco più grandi. Qui, uno dei giovani avrebbe compiuto la violenza, mentre l’altro l’avrebbe ripresa con il cellulare. I video sono poi circolati ampiamente, portando la giovane a scoprire l’accaduto solo il giorno dopo.

La Procura minorile ha contestato ai due imputati, oggi di 16 e 17 anni, i reati di violenza sessuale di gruppo aggravata (art. 609-octies C.P.) e di riproduzione e diffusione di materiale pedopornografico (art. 600-ter C.P. e correlati).

Trattandosi di imputati minorenni, il procedimento si svolge nel foro minorile. Sebbene l’obiettivo primario sia la rieducazione, in caso di accertata responsabilità penale possono essere applicate misure detentive o restrittive. L’imputabilità e la misura dipendono dall’età al momento dei fatti, dalla capacità di intendere e di volere, e dalle valutazioni del Tribunale. La compagna che aveva condotto la vittima dai due ragazzi è stata esclusa dal procedimento penale poiché non imputabile per l’età (meno di 14 anni all’epoca).

Nella prima udienza, il Tribunale collegiale ha formalmente acquisito i filmati al centro dell’inchiesta e ascoltato l’ispettore della Polizia che ha seguito le indagini. L’avvocato della vittima, Antonio Boschetti, ha riferito che la ragazza è “completamente distrutta” e non ricorda gli episodi, avendone preso coscienza solo dopo la circolazione dei video. La vittima non era presente in aula, avendo cambiato scuola e città ed essendo seguita da professionisti. Il processo è stato aggiornato al 22 ottobre per ulteriori audizioni. Potrebbero essere disposti accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati e audizioni protette.