Due giovani bengalesi a processo per estorsione e diffusione illecita di immagini sessuali. La vittima sarebbe stata ripresa di nascosto con un cellulare mentre aveva un rapporto omosessuale all’interno di una struttura d’accoglienza sulla costa. Le immagini, catturate a sua insaputa, rarebbero poi finite in circolazione tra altri migranti. Ma prima, i due presunti responsabili – suoi connazionali bengalesi di 26 e 23 anni all’epoca dei fatti – avrebbero cercato di estorcergli 500 euro, minacciandolo: “Se non ci paghi, lo mettiamo online”.

È la drammatica vicenda, riportata da Il Centro, che ha vissuto un giovane , oggi trentenne, avvenuta nel 2021 e approdata ora in tribunale. I due imputati sono accusati di tentata estorsione e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Sono difesi dall’avvocata Caterina Lettieri, mentre la vittima si è costituita parte civile.

Secondo quanto emerso, la vicenda avrebbe avuto conseguenze potenzialmente letali: “Se la mia famiglia in Bangladesh avesse visto quelle immagini, mi avrebbero ucciso”, ha raccontato il giovane bengalese. La paura e la vergogna lo avevano paralizzato, ma ha trovato la forza di denunciare, anche per sottrarsi al ricatto continuo.

I fatti si sono svolti all’interno di un centro d’accoglienza dove tutti e tre vivevano. I due imputati avevano visto il giovane solo, e profondamente vulnerabile in un contesto dove l’orientamento sessuale può ancora essere causa di emarginazione o violenza.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo il tentativo fallito di estorsione, i video sarebbero comunque stati mostrati ad altri ospiti della struttura. Un’umiliazione pubblica che ha spinto il giovane sull’orlo della disperazione. Ora sarà il tribunale a stabilire le responsabilità nella vicenda.