Un’indagine è stata aperta nei confronti del responsabile del Soccorso Alpino Abruzzese in seguito alla morte dei due alpinisti riminesi, Luca Perazzini e Cristian Gualdi, deceduti a dicembre sul Gran Sasso. L’inchiesta, un atto dovuto a sua tutela, punta a fare chiarezza sulle fasi del soccorso durante i giorni della tempesta.

Le vittime, sorprese da una bufera di neve il 22 dicembre, hanno chiamato i soccorsi per ben diciassette volte, fornendo una geolocalizzazione precisa. I loro corpi sono stati ritrovati solo cinque giorni dopo, il 27 dicembre, nel Vallone dell’Inferno, a causa delle proibitive condizioni meteo che hanno ostacolato le ricerche.

I soccorritori del CNSAS, finanzieri e vigili del fuoco hanno partecipato alle operazioni. Tuttavia, secondo quanto emerso dall’indagine, non è stato utilizzato l’elicottero dell’Aeronautica militare, un mezzo che sarebbe stato in grado di volare nonostante le avverse condizioni atmosferiche. L’indagine è nata da un esposto dei familiari delle vittime.