Un agente della Polizia Penitenziaria è stato arrestato stamane con l’accusa di corruzione e di aver introdotto sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno di una casa circondariale. L’operazione è l’ultima fase di un’indagine più ampia, denominata “End to End” (link in calce), coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) dell’Aquila.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Pescara, hanno portato allo smantellamento di due organizzazioni criminali dedite al narcotraffico, attive tra l’Abruzzo e il Lazio. Queste bande, secondo gli investigatori, avevano una forte influenza sul territorio ottenuta anche attraverso intimidazioni e azioni violente. L’attività investigativa ha già portato all’arresto in flagranza di 13 persone e al sequestro di ingenti quantità di droga: 266 kg di hashish, 3,5 kg di cocaina e 9 kg di marijuana. Il 25 luglio scorso, inoltre, erano state eseguite 13 custodie cautelari in carcere nei confronti dei membri delle due associazioni criminali.

La Squadra Mobile di Pescara, in collaborazione con la Polizia Penitenziaria di Teramo, ha accertato che l’agente avrebbe ricevuto denaro in cambio dell’introduzione in carcere di telefoni e droga. Oggetti destinati a un complice del gruppo all’epoca detenuto ma successivamente rimasto ucciso durante una rissa. L’arresto è avvenuto dopo che il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare a seguito dell’interrogatorio di garanzia.

L’Operazione “End to End”. Clicca sul link: