La Polizia ha eseguito nove misure di custodia cautelare in istituto penale minorile nei confronti di altrettanti minori di origine tunisina non accompagnati, indagati per reati contro la persona e il patrimonio, nonché per associazione per delinquere. Secondo l’accusa avrebbero commesso furti, rapine, spaccio e persino aggressioni con lo spray al peperoncino e il machete.

Le misure sono state eseguite in diverse province italiane, tra cui Pescara e L’Aquila, oltre che a Ravenna – dove si è concentrata l’indagine – e nelle province di Parma e Caserta, città dove alcuni dei minori erano stati recentemente ricollocati.

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Ravenna, è iniziata nell’autunno del 2024. Un gruppo di giovani stranieri era stato collocato in comunità di accoglienza del territorio ravennate alla fine dell’estate. Fin dai primi mesi, però, erano emersi comportamenti problematici che avevano portato alla chiusura, da parte della Prefettura, di una delle strutture ospitanti già nell’ottobre 2024.

In seguito, i minori erano stati destinati ad altre strutture sul territorio nazionale, ma in diversi casi si erano allontanati prima del trasferimento o subito dopo l’arrivo, facendo poi ritorno a Ravenna. L’indagine è stata avviata anche grazie a numerose denunce presentate nei mesi successivi.

Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche il giovane coinvolto nell’aggressione con un coltello avvenuta nella notte del 15 luglio scorso in piazza Duomo, a Ravenna, ai danni di un altro minorenne di 17 anni.