dalla redazione:
Il tragico incidente che ha scosso Giulianova, dove una bambina è stata investita da una bici elettrica sul marciapiede di fronte al Cristallo, ha riacceso il dibattito sull’utilizzo improprio di questi nuovi mezzi di “mobilità sostenibile”. In risposta all’accaduto, l’autore del quale non è ancora noto, è stata annunciata, proprio a Giulianova, una raccolta di firme per la sicurezza che prenderà il via domani.
Il paradosso normativo che regola la velocità sul lungomare, scrivono a proposito alcuni cittadini sui social, è evidente e preoccupante. “Mentre sulla carreggiata, dove transitano auto e motorini, il limite di velocità è fissato a 30 km/h, sulle piste ciclabili non esiste alcuna regolamentazione in merito. Ciò significa che biciclette e bici elettriche possono sfrecciare anche a 40 km/h o più senza infrangere alcuna legge. Un ciclista su pista ciclabile non può essere multato per eccesso di velocità semplicemente perché non esiste un limite da far rispettare. Questo vuoto normativo crea una situazione di pericolo costante, con molti ragazzi che, a bordo delle loro bici elettriche, raggiungono velocità elevate, ignorando i rischi e le ammonizioni dei passanti“.

Il pericolo, tuttavia, si estende anche fuori dalle piste ciclabili o dalle città di mare. In centro a Teramo sono quotidiane le scorribande di ragazzini (e non solo) che in barba alle regole sfrecciano in corso San Giorgio zigzagando tra la gente che passeggia e facendo jumping sulle panchine. A tutta velocità. Un pericolo costante che costringe i genitori a tenersi stretti i figli come animali al guinzaglio.
La percezione comune, intanto, è che questi mezzi siano ormai più veloci delle auto e con libero accesso ovunque, diventando fonte di preoccupazione. Negli ultimi tempi sono stati intensificati i controlli da parte delle forze dell’ordine. In particolare la loro attenzione si è concentrata sulla loro manipolazione, trasformate da mezzi a pedalata assistita a scooter veri e propri. Alcune bici “taroccate” sono state sequestrate e i proprietari multati, anche pesantemente. Circostanza che, tuttavia, non sembra preoccupare più di tanto.
IL FATTO:













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