Tanta gente in corso San Giorgio per le celebrazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica. Il luogo prescelto, largo San Matteo, davanti al Palazzo del Governo, simbolo dello Stato nei capoluoghi di Provincia. C’erano esponenti politici e autorità provinciali, oltre ad una delegazione di sindaci. La celebrazione si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento ai caduti in viale Mazzini.

In occasione del 79° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, le istituzioni hanno celebrato il 2 giugno come data fondativa di un Paese basato su diritti, democrazia e libertà. Il sindaco Gianguido D’Alberto, nel saluto che riportiamo in sintesi, ha sottolineato “il legame indissolubile tra la Repubblica e la Costituzione, eredi della lotta per la libertà e l’uguaglianza“. Tra le priorità evidenziate “l’impegno a completare il processo di piena cittadinanza delle donne, ancora ostacolato da violenze, disparità salariali e disuguaglianze nell’accesso ai servizi essenziali. “Le donne sono state artefici della Repubblica. E oggi sono artefici del suo divenire,” ha sottolineato, riprendendo un’altra affermazione del Presidente.

“La Repubblica, scrive ancora il sindaco nel saluto, è stata definita non solo una forma di stato, ma una visione di società che pone la dignità della persona al centro, e che oggi più che mai deve aprirsi all’Europa. Citando il Presidente Einaudi, si è ricordato come già nel Risorgimento “fosse chiara la necessità di un’Europa libera per un’Italia libera.“

D’Alberto auspica inoltre “la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, superando sovranismi e nazionalismi, in linea con gli articoli 10 e 11 della Costituzione che promuovono il diritto internazionale, l’asilo e le limitazioni di sovranità necessarie per la pace e la giustizia tra le nazioni. “Sovranismo e sovranità sono infatti due concetti profondamente diversi: l’uno è la distorsione dell’altro.“

In conclusione, Il sindaco ha rinnovato l’appello ai giovani “affinché si facciano interpreti del patrimonio di libertà garantito dalla Repubblica, dalla Democrazia e dalla Costituzione: “Rendetevi interpreti dello straordinario patrimonio di libertà che proprio oggi, nel 1946, ci venne garantito.”


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *