Intensa l’attività dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nel corso del 2024. Si è registrato un incremento dei furti ai danni dei luoghi di culto nel territorio, passando da 9 denunce nel 2023 a 13. Le attività investigative coordinate dalle Autorità Giudiziarie locali hanno portato alla denuncia in stato di libertà di 40 persone, indagate per reati che includono la ricettazione di opere d’arte, reati paesaggistici e scavi clandestini.

Le indagini hanno condotto all’esecuzione di 17 perquisizioni, con il conseguente recupero di 292 beni antiquariali, archivistici e librari, oltre a 2370 reperti archeologici e paleontologici. È stato inoltre possibile monitorare 112 aree archeologiche e zone tutelate, effettuare 87 controlli in esercizi commerciali del settore e 8 controlli museali.
Un significativo contributo è stato fornito dall’Arma dei Carabinieri nella promozione della cultura della legalità, con incontri che hanno coinvolto oltre 220 studenti e l’allestimento di uno stand alla “Notte Europea dei Ricercatori” a L’Aquila e Teramo. Queste iniziative mirano a sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza della tutela del patrimonio culturale. Il Nucleo TPC ha partecipato anche a diversi eventi nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia.

Tra le operazioni più rilevanti si segnalano:
- Il sequestro di 23 volumi antichi, tra cui un raro testo del 1931 appartenente al soppresso Istituto Magistrale dell’Aquila, sottratto prima del sisma del 2009. Il volume era stato individuato online e il successivo sviluppo investigativo ha portato al recupero di ulteriori volumi e documenti provenienti da diverse istituzioni. Il titolare dell’attività commerciale presso cui sono stati rinvenuti i beni è stato indagato per ricettazione. Il volume originario è stato restituito all’Istituto “Cotugno”.
- La presentazione al pubblico, presso il Museo Archeologico Nazionale di Campobasso, di una corazza sannitica del IV secolo a.C., rientrata in Italia grazie alla donazione di un cittadino americano di origini molisane. Il Nucleo TPC dell’Aquila ha svolto un ruolo determinante nelle procedure di rimpatrio, accertando l’autenticità dei reperti, verosimilmente provenienti da scavi ottocenteschi nei pressi di Alfedena (AQ).
- La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a sette persone per ricerche archeologiche illecite, possesso ingiustificato di strumenti da sondaggio, furto e ricettazione di beni culturali. Le indagini, avviate a seguito di un controllo della Forestale nell’area archeologica di Peltuinum, hanno portato al sequestro di 518 manufatti archeologici e paleontologici, 19 strumenti di ricerca e 459 monete antiche. Ulteriori accertamenti hanno permesso di individuare altri cinque soggetti coinvolti e recuperare complessivamente oltre 1.800 beni culturali.
- Il recupero di due dipinti ad acquerello dell’artista Vittorio Giunti, rubati sei anni fa in provincia di Forlì-Cesena. Le opere sono state individuate durante un controllo alla fiera “Mercante in Fiera” a Parma e, grazie alla Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, è stata accertata la loro provenienza illecita. Il rivenditore teramano presso il quale sono stati sequestrati i dipinti è stato indagato per ricettazione. Le opere sono state restituite al legittimo proprietario.
- Il sequestro di 33 monete antiche, risalenti all’epoca romana e medievale, durante un’attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali condotta monitorando siti di e-commerce. Le indagini, coordinate dalla Procura di Chieti, hanno portato alla denuncia per ricettazione del venditore. Le monete, autenticate dalla Soprintendenza Capitolina, saranno riconsegnate alla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Chieti e Pescara.














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