La notizia è venuta fuori durante il consiglio comunale di oggi, al Parco della Scienza. Tra le solite scaramucce tra schieramenti, materia ordinaria in queste assise pubbliche, è esplosa la storia degli scaldabagni. Un argomento, sollevato dal consigliere di opposizione Franco Fracassa del gruppo di Futuro In, il quale ha estratto dal cilindro una legge dello Stato, datata 2005. Secondo la legge, dice Fracassa, “gli scaldabagni non possono essere considerati “strumenti pericolosi”, pertanto, non esiste l’obbligo di controlli da enti autorizzati. Diventa, dopo la promulgazione delle nuove disposizioni, una operazione demandata al buon senso del proprietario, per il suo esclusivo interesse nel possedere uno strumento perfettamente funzionante“.
“La Regione Abruzzo, continua Fracassa, ha recepito la nuova disposizione con due provvedimenti: il primo con la legge 18 del 2015 e il secondo con il DPR Abruzzo del 2020. Lo fa, anche se in ritardo, il Comune di Teramo nel dicembre 2021. La Team, dal canto suo, pubblica la nuova disposizione anche sul suo sito, ma nonostante ciò, i controlli continuano“. “C’è un appiglio, dice Fracassa, al quale la Team si è appellata tirando fuori dal cassetto il concetto della retroattività. In pratica, aggiunge, applicando controlli a quegli scaldabagni che non avevano certificazione fino alla promulgazione del nuovo regolamento. Ovvero, dal 2018 fino al 2021 con una spesa per famiglia di oltre 100 euro. Ora, rivela il consigliere, il concetto di retroattività deve essere espresso chiaramente nella legge, e non è questo il caso. Inoltre“, conclude Fracassa, “come è possibile che una disposizione del Consiglio Comunale sia stata ignorata e i controlli siano continuati? Dal sindaco occorrono risposte e i cittadini devono essere risarciti” ha concluso il consigliere.














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