Un lungo summit della maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo, dedicato alla situazione debitoria della sanità regionale, si è concluso con la decisione di un aumento dell’Irpef. “Una decisione sofferta, ma necessaria”, si è detto. La manovra ha suscitato forti polemiche interne alla coalizione, con uno scontro acceso tra il presidente Marco Marsilio e alcuni esponenti della Lega, tra cui la consigliera Carla Mannetti, che ha abbandonato la riunione seguita dal capogruppo del Carroccio, Vincenzo D’Incecco, e dal vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente.
Le tensioni sono emerse quando Marsilio ha criticato aspramente la posizione di Mannetti, contraria all’aumento. Posizione che aveva espresso anche pubblicamente in un’intervista alla TGR Abruzzo. Malumori anche tra altri membri della maggioranza, tra le fila di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Silvio Paolucci, capogruppo del Partito Democratico (Pd) in consiglio regionale, ha commentato la situazione con toni duri, annunciando che i cittadini abruzzesi dovranno affrontare una “stangata Irpef” per coprire il disavanzo sanitario. Paolucci ha sottolineato che, purtroppo, tale manovra non risolverà i problemi strutturali della sanità regionale, citando il crescente numero di persone che rinunciano alle cure e i livelli di assistenza sempre più bassi.
L’aumento delle tasse, sebbene necessario per far fronte al deficit, non sembra sufficiente a colmare il grande disavanzo del 2024, con il rischio che la situazione finanziaria peggiori ulteriormente nel 2025. Le frizioni all’interno della maggioranza sono emerse con forza, mettendo in luce le difficoltà politiche legate a una decisione che, per quanto necessaria, rischia di scontentare diversi settori della coalizione di governo.














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