La politica di Montesilvano torna a scagliarsi contro la nascita della Nuova Pescara, la città che verrà istituita nel 2027 attraverso la fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano. Un tema che da anni divide i cittadini e i rappresentanti politici locali, con i primi ad esprimere perplessità sul futuro della loro città. Ora, un gruppo di esponenti politici, tra cui il sindaco Ottavio De Martinis, ha deciso di dar vita a un nuovo referendum per fermare il processo di fusione.

Un documento, sottoscritto da tutti i consiglieri e assessori di centrodestra e due membri del Partito Democratico, annuncia la loro intenzione di promuovere una consultazione popolare per raccogliere il parere dei montesilvanesi sul progetto che, secondo loro, non rispecchia più le esigenze della città.

Il documento sottolinea che, sebbene nel 2014, in occasione del referendum che avviò il processo di fusione, una parte dei cittadini si fosse dichiarata favorevole, oggi la situazione è cambiata. Secondo gli esponenti politici di Montesilvano, le mutate condizioni sociali e la crescita della città negli ultimi anni rendono il progetto di Nuova Pescara “un rischio per la qualità della vita e una marginalizzazione sociale e territoriale della nostra città“, si legge nel documento.

Nonostante la loro opposizione alla fusione propongono di allargare la cooperazione con altre realtà limitrofe, pur senza rinunciare all’autonomia di Montesilvano. La discussione sul futuro della città è destinata a continuare nei prossimi mesi, con il nuovo referendum che potrebbe rappresentare un momento cruciale per determinare la direzione da prendere. Sarà interessante vedere quale sarà la risposta dei cittadini e quale sarà l’esito di una consultazione che potrebbe ridisegnare la mappa amministrativa della regione.

L’idea di unione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano, sostenuta da molti per ottimizzare risorse e servizi, continua quindi a suscitare divisioni, con Montesilvano decisa a difendere la propria identità e indipendenza. L’evoluzione della vicenda promette di essere un tema centrale per la politica abruzzese nei prossimi anni.


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