Un ragazzo di Lanciano, oggi quindicenne, ha ottenuto un risarcimento di oltre 16mila euro per l’aggressione subita nel 2018, quando aveva appena otto anni. Il fatto, riporta Rete8, risale a un episodio accaduto durante l’ora di educazione fisica, quando il bambino fu colpito con un pugno al naso da un compagno di classe. A pronunciare la sentenza è stato il Tribunale dell’Aquila, che ha condannato la scuola per non aver vigilato adeguatamente sugli studenti. La responsabilità è stata attribuita alle insegnanti, che non si sono accorte dell’aggressione nonostante le ripetute segnalazioni di bullismo nei confronti del ragazzo. La sentenza, emessa a settembre 2024, è diventata definitiva, costituendo un importante precedente giuridico in tema di responsabilità civile delle scuole.

I genitori del ragazzo, che si erano rivolti alle autorità scolastiche e alle forze dell’ordine subito dopo l’accaduto, avevano deciso di intraprendere un’azione legale non per un risarcimento economico, ma per cercare giustizia per il figlio e per sottolineare l’importanza di un ambiente scolastico sicuro. Nella sentenza il giudice ha messo in evidenza come la mancata sorveglianza e il non intervento in situazioni di violenza fra i compagni di classe non solo danneggiano il benessere psicofisico degli studenti, ma possono anche portare a gravi responsabilità civili per le istituzioni scolastiche. L’episodio di Lanciano ha infatti avuto ripercussioni durature sulla vittima, che ha dovuto affrontare difficoltà emotive e psicologiche derivanti dall’aggressione. Il caso rimarrà un importante precedente legale, che farà certamente riflettere le istituzioni scolastiche, le famiglie e la società intera sulla necessità di rafforzare la vigilanza e prevenire ogni forma di violenza tra i banchi di scuola.


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