Piero Chiarini e Sandro Melarangelo di Teramo Nostra non le mandano a dire alla Soprintendenza. L’occasione sono i lavori di recupero del teatro romano in corso in questi giorni, lavori da 18 milioni di euro per i quali “sono occorsi 32 anni di lotte a tutti livelli, principalmente nostre“. Chiarini e Melarangelo puntano l’indice in particolare su tre nomi (vedi interviste), che, a loro dire, da principali oppositori della ristrutturazione dell’antico reperto augusteo, oggi passano per coloro che più ne hanno merito, con tanto di “nomi messi in evidenza sulla cartellonistica affissa nel cantiere, sostituiti soltanto nottetempo“, aggiungono con una punta di ironia. Non è una questione personale, dicono nel corso di una conferenza stampa Chiarini e Melarangelo, ma “non possiamo accettare che chi è è stato contro oggi viene esaltato e chi si è dato da fare, invece, non ha avuto i suoi meriti riconosciuti“.

Altro capitolo è quello dei lavori alla domus di largo Madonna delle Grazie, fermi senza apparente motivo, ma che dovevano essere riconsegnati da tempo (https://piazzamartirinews.com/scavi-archeologigi-di-madonna-delle-grazie-un-prezioso-sito-abbandonato/) e della chiesa di San Giuseppe, “danneggiata, coperta con un telo, e con alcuni capolavori di Sebastianus Majesky, portati chissà dove. Che fine hanno fatto i fondi per recuperarla?”, aggiunge Melarangelo.

“La Soprintendenza – dicono i due esponenti di Italia Nostra – non curano i beni di Teramo come si dovrebbe, dobbiamo ricordare quando davanti a tre preziosi archi rinvenuti nel teatro, negli anni addietro il responsabile dell’ente dette il suo benestare al loro abbattimento. Eravamo presenti, quando accadde“.

Piero Chiarini (intervista):

Sandro Melarangelo sui dipinti di Majesky:

Enrico Squartini


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