Sempre più esili le speranze di ritrovare vivi Luca Perazzini e Cristian Gualdi i due escursionisti riminesi intrappolati sul Corno Grande a oltre 2000 metri di quota. Sono trascorsi sei giorni da quel breve contatto audio tra uno dei due dispersi e le squadre di soccorso. Un contatto che aveva acceso un barlume di speranza, anche se – raccontano i soccorritori – la voce che ascoltavano non faceva presagire nulla di buono. Il tono stentato, il balbettio tipico di chi sta entrando in ipotermia, erano un chiaro segnale che solo un miracolo avrebbe potuto dare una svolta. Una situazione aggravata dalla perdita di una scarpa e un paio di guanti. Da allora, tuttavia, più nulla.
Ancora oggi le difficili condizioni meteo, con temperature glaciali, bufere di vento e un rischio valanghe elevato, stanno ostacolando le operazioni di soccorso. Le nevicate e le forti raffiche di vento degli ultimi giorni hanno reso impraticabili i sentieri e obbligato alla chiusura della funivia e degli impianti di risalita di Campo Imperatore. Solo grazie a una breve tregua del maltempo, i soccorritori sono riusciti a tornare a valle.
E’ infatti escluso che si facciano in giornata ricerche via terra. Una speranza si ripone nel pomeriggio se le condizioni meteo dovessero mostrarsi più favorevoli. Un elicottero è pronto a sollevarsi in volo per tentare un’operazione di avvistamento e recupero. Operazione tuttavia complicata anche in fase di calma piatta. Le abbondanti nevicate, a quelle quote, avrebbero potuto nascondere i corpi.














Lascia un commento