La Cassazione ha deciso di riaprire il caso della strage di Rigopiano, disponendo un nuovo processo d’appello per numerosi imputati, tra cui i dirigenti regionali. Questa decisione arriva dopo le richieste del procuratore generale che ha evidenziato come la tragedia fosse evitabile grazie a una maggiore attenzione ai segnali di pericolo e a una migliore gestione dell’emergenza.
L’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, è stato l’unico a vedere confermata la sua condanna in via definitiva a un anno e otto mesi per falso e rifiuto di atti d’ufficio. Gli altri imputati, assolti in secondo grado, dovranno affrontare un nuovo processo per valutare le loro responsabilità nell’accaduto. Tra questi ci sono i dirigenti della Regione Abruzzo, accusati di non aver preso adeguate misure di prevenzione, e il sindaco di Farindola Lacchetta, che avrebbe dovuto ordinare lo sgombero dell’hotel.
«Oggi qualcosa ci è stato dato, rispetto a quello che ci era stato tolto in primo e secondo grado – il commento dei parenti delle 29 vittime – Siamo soddisfatti per la sentenza, ora vedremo a Perugia cosa succederà»














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