Lo stato maggiore del Comune c’era praticamente tutto, ieri sera, all’assemblea dei residenti della Macroarea 5. C’erano il sindaco D’Alberto, gli assessori Filipponi, Di Marcantonio e Cordoni, Sbraccia, Di Padova, intervenuti in massa a fronteggiare una platea in parte insoddisfatta di quanto si è fatto e di quanto si farà ancora nelle intenzioni degli amministratori.

Il tema caldo è stato naturalmente quello legato alla ormai notissima vicenda Delfico/Convitto e alla struttura che dovrà sostituirlo nel periodo in cui sarà sottoposto ai lavori di “restauro”. Genitori e insegnanti spingono per il vecchio stadio, vicino al centro, spazioso a sufficienza e meglio collegato. Proposta che lascia freddi, freddissimi, il sindaco e la giunta – “ostaggi degli Ultras?“- qualcuno si chiede. Per Di Marcantonio il vecchio comunale sarà destinato a un nuovo campo di calcio per i giovanissimi (ma non doveva esserci un parcheggio sotterraneo con area verde a raso?). “Dopo aver speso 5 milioni di euro e rotti per il Bonolis – ci dice uno degli intervenuti – si scopre che occorre un altro stadio“.
Secondo tema di particolare interesse, l’intenzione del Comune, in particolare dell’assessore Filipponi, di aumentare le ZTL. Nel corso dell’ assemblea è stata formulata un’alternativa al PUMS imposto d’imperio, con la suddivisione della città in 5 ZTL, ma con una viabilità libera e parcheggi “bianchi” a tempo , piazza Dante, per esempio, e blu a prezzi calmierati. Si è parlato anche di parcheggi per i residenti, disponibili in numero molto minore rispetto al parco auto esistente. Spunta anche la proposta di un parcheggio nell’area ex carcere Sant’Agostino. A questo si è aggiunta la necessità di collegare il centro ai parcheggi esterni attraverso bus navetta.
La notte teramana porta scompiglio. Movida sì, ma nelle regole. Alcuni residenti hanno manifestato il disagio creato dagli schiamazzi nelle ore notturne fuori dai locali e fuori orario e la necessità di ridurre lo spazio concesso ai dehors, a volta esagerato ai danni di posti auto.
Oltre al tema della mobilità, i cittadini hanno sollevato altre importanti questioni, come la ricostruzione degli edifici pubblici, scuole e municipio, tra tutti. È stata richiesta maggiore trasparenza sull’andamento dei lavori e sui tempi di realizzazione. I cittadini hanno inoltre espresso preoccupazione per l’impatto dei cantieri sulla viabilità e sulla perdita di appeal del Centro Storico, in particolare di Corso San Giorgio, per generazioni luogo di aggregazione e shopping.
Anche i commercianti hanno fatto sentire la loro voce, su tutti i temi in discussione. La crisi del Centro storico, tra i primi, imputabile anche a scelte non adatte alla realtà teramana e al periodo che si sta vivendo. I commercianti, infine, hanno chiesto di non essere esclusi alle votazioni per le Macroaree.
In sintesi, un’assemblea interlocutoria con le solite affermazioni: vedremo, sentiremo, ascolteremo. Prendere tempo è sempre la prima regola. Per poi non cambiare nulla di quanto si è deciso. E’ la concertazione bellezza!














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