Il presidente della Regione Abruzzo Marsilio, ha criticato l’organizzazione di un workshop sul Gran Sasso da parte dei consiglieri del PD Mariani e Pietrucci, definendolo un tentativo di accaparrarsi visibilità da parte di soggetti in crisi di ruolo. Secondo il presidente, la questione del Gran Sasso richiede azioni concrete e non semplici chiacchiere, sottolineando gli sforzi già in atto per risolvere un problema trascurato per troppo tempo.

“Da parte nostra – ha detto Marsilio – sin dal giorno del mio insediamento nel febbraio 2019 ho affrontato questo scottante dossier. Incombeva la minaccia della chiusura del traforo e di un possibile sequestro da parte della magistratura. Dell’attività della giunta precedente, solo lunghi verbali di riunioni dei soliti ‘tavoli’, senza pervenire a nessuna conclusione e senza un solo euro di stanziamenti“. Nel giro di poche settimane abbiamo posto il tema di questa emergenza al governo Conte I. Con il ministro Toninelli abbiamo condiviso e fatto approvare la norma per istituire un Commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, nominato il commissario e stanziati i primi 120 milioni.

    Ho riunito e presieduto regolarmente – ha proseguito Marsilio – la Cabina di Regia istituita dalla legge, dove tutte le parti interessate si confrontano per individuare le soluzioni e condividere il lavoro del Commissario. Luogo nel quale tutte le informazioni sullo stato della progettazione e la calendarizzazione dei lavori sono state fornite“.

    “È tutto pubblico, pubblicato e trasparente. Basta andare sul sito del Commissario per trovare una mole di documentazione e di informazioni mai viste prima. L’unico momento di ‘confusione’ istituzionale – racconta Marsilio – lo ha creato il Pd durante il governo Conte II, quando la ministra De Micheli ha pensato di nominare un Commissario per la messa in sicurezza sismica delle A/24 e A/25, creando la ‘sovrapposizione’ nel tratto del traforo, che tanto sta preoccupando e interrogando tutti gli osservatori. Sovrapposizione destinata a essere superata grazie all’azione del Governo Meloni, che sta mettendo ordine anche a questo problema, e che nel Bilancio 2025 ha stanziato circa 84 milioni gli ulteriori fondi richiesti dal commissario Caputi per completare il quadro economico“


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