L’ATER di Teramo ha deliberato l’avvio della procedura per ottenere dal Ministero dell’Economia e delle Finanze l’autorizzazione alla riscossione coattiva mediante ruolo dei canoni di locazione e degli oneri accessori non pagati. L’ente registra oggi crediti non riscossi per oltre due milioni di euro, una situazione che pesa sulla capacità di programmare e realizzare gli interventi di manutenzione del patrimonio abitativo. Il presidente Alfredo Grotta ha precisato che l’obiettivo non è colpire le famiglie in reale difficoltà economica, ma non si può sottovalutare il ruolo dei canoni come risorsa indispensabile per la manutenzione degli immobili: “Quando la morosità raggiunge queste dimensioni, a risentirne è la qualità del servizio che siamo chiamati a offrire a tutti gli assegnatari”. L’Azienda intende distinguere, sulla base delle norme e di criteri oggettivi, le situazioni di effettiva indigenza da quelle di chi dispone delle risorse necessarie ma non paga. Grotta ha sottolineato anche il tema dell’equità nei confronti di chi salda regolarmente l’affitto, ricordando che ogni somma non recuperata riduce le risorse disponibili per gli interventi sugli edifici. Durante il periodo necessario a ottenere l’autorizzazione ministeriale, l’ATER invita gli assegnatari morosi a regolarizzare spontaneamente la propria posizione rivolgendosi agli uffici, soprattutto chi ha la possibilità di saldare quanto dovuto, per evitare procedure più rigide e possibili costi aggiuntivi. “L’edilizia residenziale pubblica non può limitarsi ad assegnare una casa a chi ne ha bisogno. Deve anche garantire che quella casa sia mantenuta nel tempo e che chi ci vive possa farlo in condizioni dignitose”, ha concluso il presidente.
commenti













