Da un comunicato diffuso da UGL Salute emerge la preoccupazione per i costi legati agli errori sanitari. «I 516 milioni di euro accantonati in un anno dalle strutture sanitarie pubbliche per far fronte ai sinistri, con circa 2,26 miliardi di fondi complessivi, rappresentano un campanello d’allarme per il nostro Servizio sanitario nazionale. Risorse importanti che, insieme ai costi assicurativi e legali, gravano sui bilanci pubblici e sottraggono spazio agli investimenti necessari per migliorare l’assistenza». E’ quanto afferma Gianluca Giuliano, Segretario nazionale UGL Salute, intervenendo sul tema della responsabilità sanitaria e della prevenzione degli errori. «La sicurezza delle cure- aggiunge – non può essere affidata esclusivamente alla responsabilità del singolo professionista. Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter lavorare con organici adeguati, turni sostenibili, tecnologie aggiornate e strutture sicure. Non si può pretendere l’infallibilità da chi opera quotidianamente sotto pressione, spesso in reparti sovraffollati e con carenze organizzative che si trascinano da anni». Secondo il sindacato, è fondamentale distinguere le responsabilità individuali dalle criticità organizzative, senza mettere in secondo piano il diritto dei pazienti a essere tutelati. Giuliano a questo proposito sottolineache «il contenzioso, anche quando non si traduce in una condanna, può avere conseguenze pesanti sulla vita professionale e personale degli operatori, alimentando paura, medicina difensiva e disaffezione verso il servizio pubblico. In una fase in cui la sanità fatica a trattenere e reclutare personale, non possiamo ignorare questo problema». Il sindacato invita a rafforzare la gestione del rischio clinico attraverso analisi degli eventi avversi e dei near miss, audit multidisciplinari, formazione continua e procedure efficaci, affinché segnalare un rischio diventi un’opportunità di correzione e non un motivo di paura. «Non possiamo limitarci a pagare il conto degli errori quando ormai si sono verificati – prosegue Giuliano nel comunicato – dobbiamo investire per evitarli, rafforzando gli organici, migliorando l’organizzazione del lavoro e garantendo condizioni assistenziali adeguate. La prevenzione tutela i pazienti, sostiene i professionisti e consente di utilizzare meglio le risorse pubbliche». Concludendo, il Segretario nazionale ribadisce: «La nostra posizione è chiara: difendere i pazienti e tutelare chi lavora nella sanità sono obiettivi inseparabili. Chiediamo riforme accompagnate da investimenti concreti e dal coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. La sicurezza delle cure si costruisce ogni giorno, mettendo gli operatori nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro». (Per le ultime notizie clicca Primo Piano sopra il titolo)
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