Il Comune di Roseto degli Abruzzi si è costituito ufficialmente in giudizio ad adiuvandum a sostegno del ricorso presentato al TAR contro l’autorizzazione regionale per la realizzazione dell’impianto di coincenerimento in località Stracca, nel territorio comunale di Atri. L’atto è stato formalizzato nella mattinata odierna, in attuazione di quanto deliberato dal Consiglio Comunale lo scorso 27 novembre.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle azioni già intraprese da altri enti locali del territorio, tra cui il Comune di Pineto, e mira a rafforzare il ricorso promosso dal Comune di Atri. L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere le istanze delle 38 famiglie residenti nell’area interessata e l’attività del Comitato “Voci del Territorio”, che ha raccolto e rappresentato le preoccupazioni espresse da una parte della cittadinanza.La vicenda era stata portata all’attenzione dell’Assise Civica rosetana attraverso una mozione presentata dalla consigliera di opposizione Rosaria Ciancaione, poi approvata all’unanimità. Nel corso del dibattito consiliare era stato sottolineato come l’impianto previsto possa produrre effetti non limitati alla sola area di insediamento, ma estesi anche ai territori limitrofi, compreso quello di Roseto degli Abruzzi, che confina con Atri attraverso frazioni densamente abitate e caratterizzate dalla presenza di scuole, attività di ristorazione e terreni agricoli. Zone che risultano particolarmente prossime, in linea d’aria, a Contrada Stracca.Sulla decisione è intervenuta una nota congiunta dei capigruppo di maggioranza Paolo De Nigris (Roseto in Azione), Enio Pavone (Fare per Roseto), Simona Di Felice (Per Nugnes Sindaco), Marco Ruggieri (Operazione Turismo) e Christian Aceto (Under). «La costituzione del Comune di Roseto in sostegno del Comune di Atri, a seguito dell’approvazione della mozione all’unanimità da parte del Consiglio, rappresenta un segnale importante», affermano i capigruppo, sottolineando come «quando sono in gioco la salute dei concittadini e la tutela dell’ambiente non esistono distinzioni politiche e territoriali».Nella dichiarazione viene inoltre ribadita la necessità di un’azione coordinata tra enti locali e cittadinanza. «Siamo convinti che questa battaglia vada portata avanti in sinergia con gli altri Comuni del territorio, come Atri e Pineto, e con i cittadini e il Comitato. Solo agendo assieme e in modo coordinato potremo far valere le nostre ragioni e tutelare un’area vasta unita da interessi ambientali comuni», concludono i firmatari.










