E’ stata tuttavia una mattinata di suspense. Scuole evacuate, quartiere sgomberato, cordone di sicurezza tutt’intorno. Una novità per Pescara che non s’aspettava a 80 anni di distanza di trovare ancora tracce di quei terribili bombardamenti degli alleati, tra l’agosto e il settembre del ’43. Azioni che causarono la morte di circa 3000 persone, la distruzione di più di mille edifici e migliaia di sfollati verso la zona di Pianella. I pescaresi più “datati”, ancora ricordano e raccontano.

E’ stato in base a questi scampoli di storia che l’”ordigno” rinvenuto stamattina in viale regina Margherita, pareva potesse essere veramente tale. E quindi, intervento immediato degli artificeri e tutta una serie di cautele, come in tempo di guerra. A operazione compiuta, gli artificieri hanno estratto dal terreno una bombola di gas, arrugginita e per di più vuota. Uno scherzo involontario che, tuttavia, alla fine ha strappato un sorriso di sollievo a tutti i presenti. (Foto Ansa)


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