Teramo ora può. Può a tal punto che la fisica cambia le sue leggi, con grande disappunto di Newton. Il quale, per assumere il dono dell’immortalità, si era fatto cadere perfino una mela in testa, intuendo il meccanismo della gravità (la storiella non è vera, ma ce la spendiamo). Accade che a Teramo molti possessori di e-bike inforcano bici elettriche antigravitazionali: sfidano la teoria dello studioso inglese e vanno alla grande in salita e senza pedalare. A volte anche in due e, roba da veri prestigiatori, persino in tre, con un controllo del mezzo da equilibristi ubriachi. Sfrecciano ben oltre i limiti consentiti per le vie più trafficate, ovunque vi sia gente — pedoni, innanzitutto. Slalomeggiano con la sicumera dell’impunità tra bambini e anziani, consapevoli dei mancati controlli e incuranti delle possibili conseguenze. Se ne fregano, per usare una locuzione elegante e sempre efficace, sbeffeggiando chi li richiama. Il fenomeno delle biciclette taroccate aumenta e ovunque, oggi, si avverte la necessità di affrontare il problema. Un compito affidato in particolare alla Polizia Locale che, in molte città abruzzesi, si sta dando da fare; una svolta necessaria per via dei frequenti incidenti che la cronaca ci racconta. Se ne sono registrati a Tortoreto, Montesilvano e Pescara, per citare solo la nostra Regione e di quelli più noti. Episodi che consigliano un’azione preventiva anche a Teramo, della quale però non si ha notizia. Al danno fisico che colpisce chi ne viene coinvolto, si aggiunge quello del mancato risarcimento. La quasi totalità dei possessori di quelle e-bike non sono in grado di farvi fronte, diciamolo chiaramente e senza ipocrisie. Sarà pure un aspetto venale, ma certamente non è secondario. Almeno per quelli che non hanno stipendi da 5796 euro lordi al mese. Assessore Graziano Ciapanna, batta un colpo! prima che anche Teramo finisca sulle cronache e un pedone in ospedale. (Immagine generata AI)
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