Entrare a Palazzo Pompetti è stato riscoprire uno dei simboli della Teramo novecentesca con un salto all’indietro di centocinquant’anni. Oggi, dopo il sisma del 2016 è sotto i “ferri” dell’impresa Falone, per un lavoro importante, svolto sotto l’occhio attento della Soprintendenza. L’immobile, un imponente edificio di cinque livelli e oltre ventitré metri d’altezza situato nel cuore della città, a suo tempo sede di uffici comunali, residenze private, locali commerciali e del Circolo Teramano, è oggetto di un’opera di consolidamento strutturale e restauro finanziato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione con un contributo di 9,66 milioni di euro. I lavori hanno preso il via a febbraio 2024; con l’introduzione di una variante per il restauro scientifico interno ed esterno, l’importo totale dei lavori è salito a 10,1 milioni di euro (rispetto agli 8,6 milioni iniziali), con ultimazione programmata per l’estate 2027. Le lavorazioni comprendono il rafforzamento delle murature portanti e dei solai, assieme al restauro architettonico delle facciate, dei portici e degli elementi artistici interni. Particolare cura è dedicata alle volte decorate e ai marmorini, alcuni riprodotti di sana pianta, e al recupero pittorico ad opera di personale specializzato. La parte di proprietà comunale, pari al 49%, a fine lavori tornerà alla sua funzione pre sisma, ospitando gli uffici comunali.














