
Hic manebimus optime: “qui stiamo benissimo“. È l’esclamazione tranchant di Antonio Topitti alla chiusura della conferenza stampa che si è tenuta stamani davanti alla sede di Teramo Nostra, che ospita, tra gli altri, anche l’ANPI, l’UISP, la Corale Verdi – rimasta senza casa dopo il recente sisma – e perfino un’associazione di apicoltori: “uno spazio dove chiunque ne avesse bisogno può trovare appoggio“. La vicenda nasce da una missiva inviata dalla Provincia all’associazione culturale che, in virtù di un accordo risalente al 2011, detiene in affido alcuni locali sotterranei di palazzo Milli, le ex Magistrali. Ora lo “sfratto”, pur se il termine non è tecnicamente corretto: nella lettera si chiede la restituzione degli spazi entro il 31 agosto perché, riferisce Piero Chiarini, presidente dell’associazione, “occorrono all’istituto per allestire un archivio“. Una motivazione che, aggiunge, non trova giustificazione in uno stabile “dove il 40% dei locali è vuoto“. Chiarini richiama anche l’articolo 9 della Costituzione, rivendicando il dovere delle istituzioni di preservare la cultura e, per estensione, i luoghi dove la cultura si fa. “Teramo Nostra ha reso vivibile negli anni lo spazio accordato dalla vecchia giunta provinciale del presidente Catarra, bonificandolo e migliorando gli infissi, per una spesa di 20mila euro“, insiste il presidente,, lasciando intendere una sorta di tacito scambio con l’uso dei locali e delle utenze rimaste in carico alla Provincia. “Da qui non ce ne andremo, a costo di incatenarci“, conclude Chiarini lasciando tuttavia una porticina aperta nel caso vi sia l’offerta di un’altra soluzione idonea. Una battaglia che si preannuncia dura, probabilmente anche sul piano legale. Ascolta Piero Chiarini :














