Question Time oggi pomeriggio in Consiglio Comunale durante il quale il consigliere d’opposizione Franco Fracassa di Futuro In si è soffermato sul cosiddetto Piano Urbano di Mobilità Sostenibile. In un documento firmato da tutti i componenti della minoranza ed illustrato appunto da Fracassa, viene richiesta una serie di risposte, in forma scritta, a 13 domande. Un argomento non scelto a caso, ma proprio in virtù di alcune presunte manchevolezze e imprecisioni che potrebbero mettere in discussione la correttezza del Piano e la sua applicazione. Non fa mistero, Fracassa, dell’imput ricevuto a questo proposito dal Consorzio Shopping in Teramo Centro, l’associazione dei commercianti – alcuni presenti in Consiglio – che da tempo tiene sotto osservazione il progetto e per il quale riserva, insieme a molti residenti, un giudizio fortemente negativo per la tenuta economica della città. Anche, di conseguenza,sotto il profilo della sicurezza.

Il consigliere di Futuro In Franco Fracassa

Duro anche l’intervento della consigliera di minoranza Maria Cristina Marroni, che ha letto un memorandum scritto dal Consorzio Shopping, nel quale si mettono in evidenza promesse mancate e incontri dilatori senza mai arrivare a risultati concreti. Un memorandum, tuttavia, critico ma propositivo, con una serie di suggerimenti circostanziati, elencati punto per punto. Scorri per il documento presentato dalla minoranza e dalla consigliera Marroni:

La consigliera Maria Cristina Marroni

IL DOCUMENTO A FIRMA DELLA MINORANZA:

“PREMESSO: che è in itinere la procedura di approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) del Comune di Teramo;
CONSIDERATO: che, dalla lettura degli atti del procedimento, sorgono numerosi dubbi e perplessità che necessitano di essere adeguatamente chiariti da Codesta Amministrazione procedente;
RITENUTO, anche sulla scorta delle sollecitazioni pervenute da parte del “Consorzio Shopping in Teramo Centro”, di dover formulare le domande principali in merito, ancorché provvisorie, al Sindaco e all’Assessore competente;

SI CHIEDE DI SAPERE:
– come mai, alla luce degli atti amministrativi propedeutici all’approvazione del PUMS, non sembrerebbe essersi provveduto alla “Definizione degli obiettivi” (Fase D delle Linee Guida) subito dopo aver preso atto del “Quadro conoscitivo” di cui alla Delibera di Giunta Comunale n. 26 del 28.01.2021;
– come mai non risulti formalizzata la fase della “Costruzione partecipata dello scenario di Piano” (Fase E delle Linee Guida) in alcun atto successivo alla presa d’atto del “Quadro conoscitivo” di cui alla Delibera di Giunta Comunale n. 26 del 28.01.2021;
– come mai, in ossequio alla Fase A delle Linee Guida, risultino agli atti due distinti lavori conoscitivi, apparentemente in esito a due distinti affidamenti del medesimo servizio, e cioè al Gruppo Citrams e alla Società MIC-HUB;
– come mai il “Rapporto preliminare VAS” (che forse non avrebbe dovuto essere “preliminare”) non proviene dal Gruppo Citrams, bensì dall’Ing. Coletta Puritani che risulterebbe essere un funzionario dell’Ente, presumibilmente estraneo al Gruppo di lavoro Citrams incaricato dal Comune;
– come mai il “Rapporto preliminare VAS” risulta firmato dall’Ing. Coletta Puritani in data 26.09.2023, cioè a dire successivamente alla Deliberazione della Giunta comunale di Teramo n. 281 dell’08.08.2023, della quale dovrebbe essere un allegato formalmente approvato in tale sede;
– se sia stato fornito esaustivo riscontro alla nota della Regione Abruzzo prot. n. 0450584/23 del 06.11.2023, a firma della Dirigente del Servizio Valutazioni Ambientali Ing. Erika Galeotti, con la quale si formulavano i seguenti rilievi alla richiesta avanzata dal Comune di Teramo di “parere ai sensi dell’art.13 co.1 del D.Lgs 152/2006, relativamente al Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS)”: “Non viene eseguita un’adeguata analisi preliminare dei potenziali effetti ambientali che possono derivare dall’attuazione del Piano. La considerazione dei potenziali effetti ambientali deve iniziare dalla fase preliminare, il D.Lgs. 152/2006 infatti prevede che “sulla base di un rapporto preliminare sui possibili impatti ambientali significativi dall’attuazione del piano o programma” prenda avvio la valutazione ambientale del piano/programma. E’ pertanto necessario approfondire la valutazione degli effetti ambientali per gli scenari alternativi di Piano”;
“Il territorio del Comune di Teramo è interessato dalla presenza di diversi Siti Natura 2000, in particolare Siti di Importanza Comunitaria (SIC) come ad esempio Fiume Tordino, Fiume Vomano, Montagne dei Fiori e di Campli, Gole del Salinello. Si ritiene necessario verificare l’opportunità di avviare anche una procedura di VIncA”;
“Nella redazione del Rapporto Ambientale sarà necessario valutare tutti gli aspetti di cui all’Allegato VI alla Parte Seconda del D.lgs 152/2006 descrivendone puntualmente i contenuti”;
“Nell’ambito della verifica di coerenza con gli altri Piani, si ritiene necessario che il Comune proceda alla valutazione delle interferenze con il Piano di Classificazione Acustica. Si chiede pertanto all’Amministrazione di verificare l’opportunità di avviare la procedura di cui all’art. 2, comma 5, L.R. 23/07, relativamente alla preventiva verifica di compatibilità del Piano proposto con le previsioni del P.C.A.. Qualora il Comune non sia dotato di un P.C.A. si ricorda che ai sensi dell’art. 2, comma 2, della L.R. 23/07, entro 12 mesi dall’approvazione dei criteri per la classificazione acustica, i comuni provvedono all’adozione di un P.C.A. sulla base di quanto previsto dal PRG vigente”;
– se sia stato ottemperato l’invito, posto a chiusura della predetta nota della Regione Abruzzo prot. 0450584/23 del 06.11.2023, del seguente tenore letterale: “Il Comune di Teramo, in quanto autorità proponente darà evidenza, in un apposito capitolo del Rapporto Ambientale, di tutte le osservazioni pervenute e delle modalità di accoglimento”;
– come mai, nell’apposita pagina del sito istituzionale della Regione Abruzzo (https://www2.regione.abruzzo.it/content/piano-urbano-la-mobilita-sostenibile-pums-del-comune-di-teramo), risulta che lo stato del procedimento sia “In corso”, che sia stato avviato in data 04.11.2023 e il cui atto di chiusura (provvisorio, fino a riscontro da parte del Comune di Teramo proponente) sia la medesima nota della Regione Abruzzo prot. n. 0450584/23 del 06.11.2023;
– quali siano ad oggi i costi complessivi sostenuti dal Comune di Teramo nell’intero procedimento relativo all’approvazione del PUMS, con particolare riferimento agli affidamenti effettuati nei riguardi dell’Ing. Cera, del Gruppo Citrams, della Easy Help, della società MIC-HUB e di qualunque altro professionista;
– quali siano ad oggi i costi complessivi sostenuti dal Comune di Teramo nell’intero procedimento relativo all’approvazione del PUMS, con particolare riferimento all’utilizzo delle Risorse Umane interne e al numero di ore/giorni lavorati dal totale delle unità utilizzate nella procedura in parola;
– se nella Fase partecipata siano stati coinvolti i Comitati di quartiere e/o le Macroaree formalmente costituiti ai sensi dei vigenti regolamenti comunali;
– se sia stata o meno chiusa, e in quale senso, la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS);
– se e quando si reputa che il procedimento di approvazione del PUMS possa giungere alla sua favorevole conclusione per il tramite della Deliberazione del Consiglio comunale.
Si chiede in ogni caso risposta scritta alla presente interrogazione”.

Alcuni deicommercianti presenti al Consiglio

L’INTERROGAZIONE DELLA CONSIGLIERA MARRONI:

“AL SINDACO DI TERAMO E ALL’ASSESSORE COMPETENTE
PREMESSO:
che nel febbraio 2025 i il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, l’Assessore al Commercio e allo Sviluppo dell’economia urbana Antonio Filipponi e la Presidente il Consorzio Shopping in Teramo Centro Franca Labrecciosa sottoscrivevano una “Dichiarazione d’intenti sulle proposte
urgenti per la città ”;
CONSIDERATO: che i contenuti di tale dichiarazione d ’intenti concernessero sei punti fondamentali, recanti ciascuno un’azione concreta da attuare per migliorare le condizioni della città di Teramo:
1) istitu zione del le strisce blu a pagamento ovunque si rilevi opportuno o necessario, a partire dai luoghi d ella media e grande distribuzione, passando per San Nicolò, per il quartiere della Stazione e dove pure sussistano situazioni di traffico e di difficoltà alla circolazione, anche solo in particolari fasce orarie della giornata , al fine di uniformare il tra ttamento riservato a ciascun cittadino con riferimento ai parcheggi . In tal modo, sarebbe possibile abbassare le tariffe della sosta, riducendole a 50 centesimi l’ora per le prime tre ore, su tutto il territorio comunale

2) sottoscrizione di una convenzione con la società che gestisce il Parcheggio comunale San Francesco per consentire ai lavoratori e ai residenti del centro storico di potersi abbonare al costo mensile di circa 10 euro per ciascun posteggio . Inoltre, occorre anche istituire il servizio pe rmanente di bus navetta che colleghi il medesimo parcheggio con il centro della città per tutto il giorno.

3) messa a disposizione della città de gli spazi rimasti vuoti degli ex uffici bancari in Via
Carducci , di consistenza superiore a 1.500/2.000 metri quadrati, da dedicare all’apertura di corner per le grandi griffes o comunque da destinare ad attività commerciale;

4) rientro in Centro storico de gli Uffici comunali , quali ad esempio l’Anagrafe, anche se del caso nei locali di media consistenza (circa 3 50 mq) ubicati dinanzi alla sede dell’Archivio di Stato in Via Cesare Battisti (che sono disponibili alla locazione da molti anni)

5) accordo con l ’attuale gestore affinché il trasporto urbano torni a servire le principali vie cittadine , ovviamente serve ndosi di Bus medio piccoli preferibilmente alim entati da motori non inquinanti, in quanto da troppi anni il centro cittadino non v iene percorso dal trasposto pubblico locale (che opera esternamente alle mura della città)

6) efficientemente della gestione del suolo pubblico per mitigare le problematiche dei lavori del Sisma, del Superbonus 110% e del PNRR: insistono nel centro cittadino numerosi cantieri installati, aperti e poi abbandonati per mesi; cantieri che occupano più suolo pubblico di quanto sarebbe necessario; cantieri che fanno scomparire – per la comodità delle ditte esecutrici – numerosi stalli utili ai residenti e agli utenti; parcheggi colonizzati da transenne, materiale edile e quant’altro; cantieri dove si lavora a ritmo blando; cantieri che chiudono non una, ma due vie cittadine per un solo appalto (teatro comunale); cantieri dove non si lavora inspiegabilmente per giorni, nonostante non vi siano formali comunicazioni di interruzioni dovute a cause oggettive. Per fare fronte a tali problematiche, solo sommariamente enunciate, occorre tutelare i cittadini, i residenti e i commercianti dai danni enormi che questa gestione causa ogni giorno, perché la città di Teramo subisce un torto persino maggiore del terremoto dalla presenza dei cantieri in corso e anche di quelli che devono ancora aprire. A tal fine uno strumento utile è la revisione dei regolamenti comunali per rendere ancor più stringenti le norme di installazione e di utilizzo dei cantieri, nonché per ridurre le aree di suolo pubblico occupate;

RITENUTO, alla luce di quanto a suo tempo sottoscritto ma non attuato di dover domandare al Sindaco e all’Assessore competente in materia notizie circostanziate in merito
SI CHIEDE DI SAPERE: per quali motivi l’Amministrazione non abbia dato seguito agli intenti così come sopra sottoscritti e, di conseguenza, agli impegni assunti; se l’Amministrazione abbia ancora in animo di rendere concreti e, dunque, di mettere a terra tali misure che ha formalmente condiviso un anno e mezzo fa con il Consorzio Shopping in Teramo Centro.
Si chiede in ogni caso risposta scritta alla presente interrogazione.
Teramo, 29 giugno 2026 – La Consigliera Maria Cristina MARRONI“