Il governo britannico guidato da Keir Starmer ha deciso di imprimere un’accelerazione decisiva alla normativa che vieterà l’accesso ai social network ai minori di 16 anni. Il provvedimento, che dovrebbe tradursi in una legge operativa già nei prossimi mesi, prevede l’introduzione obbligatoria di sistemi rigorosi per la verifica dell’età, estendendosi alla quasi totalità delle piattaforme digitali oggi frequentate dai più giovani. La mossa di Londra si inserisce in un solco internazionale già tracciato dall’Australia, che per prima ha avviato una sperimentazione analoga a livello globale, e segue dibattiti simili affrontati in Francia, Norvegia, Danimarca e Polonia e nello stato della Florida. I dettagli tecnici sulle modalità di controllo sono ancora in fase di definizione, ma l’esecutivo laburista ha espresso la chiara intenzione di responsabilizzare direttamente i colossi del web. Nelle scorse settimane, esponenti del governo avevano già manifestato profonda preoccupazione per l’impatto delle piattaforme sulla salute mentale degli adolescenti, sottolineando come l’approccio basato sulla semplice autoregolamentazione delle aziende non sia più ritenuto sufficiente per garantire la sicurezza online dei minori. E in Italia? Anche in Italia qualcosa bolle in pentola. Un progetto di legge è fermo in Senato da qualche mese, in attesa di riprendere il cammino. (Immagine generata AI)
commenti













