La voce all’altro capo del telefono è professionale, distaccata e ha un tono severo. Si presenta come un funzionario di banca — la stessa banca dove l’utente che risponde allo squillo tiene il suo conto e i suoi soldi. Il funzionario conosce tutto: numero del conto, credenziali, saldo. È una telefonata d’allarme: qualcuno, dice, sta ordinando dei bonifici a suo nome, “ma pensiamo che sia una truffa”. Deve darci la possibilità di operare per bloccare il tutto. È così che l’utente, un pensionato teramano settantenne, R.S., è caduto ieri nel tranello e fornisce quanto gli viene richiesto. Dal suo conto, come per magia, spariscono 4.986 euro con un bonifico immediato, ormai irrecuperabile. L’utente se ne accorge solo la sera e si reca in questura per la denuncia, ma farà solo in tempo a bloccare operazioni fraudolente future. Non è il primo caso: mesi fa un’altra cliente è stata truffata con la stessa modalità per 10.000 euro, e altre ce ne saranno ancora. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono in costante movimento per fare opera di sensibilizzazione, in particolare verso la popolazione anziana. Si tratta, tuttavia, di una truffa che si sta espandendo a macchia d’olio con un’aggravante: non colpisce solo il portafogli, ma incide negativamente sull’autostima di chi la subisce. Il danno più grave.