Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto torna a chiedere chiarezza alla Regione sull’individuazione degli ospedali di secondo livello, dopo le notizie relative alla relazione tecnica dell’Agenzia sanitaria regionale che indicherebbe Pescara e L’Aquila come sedi dei DEA. «Da oltre un anno e mezzo chiedo di conoscere lo stato di avanzamento dell’iter», afferma, «ma a questa richiesta è sempre seguito un assordante silenzio». Secondo il primo cittadino, «quel silenzio è motivato dall’imbarazzo di dover ammettere l’ennesima penalizzazione del territorio teramano», e le scelte regionali avrebbero «delineato un Abruzzo a due velocità, spostando l’asse su Pescara e L’Aquila e marginalizzando Teramo».

D’Alberto sottolinea che «la sanità teramana, l’unica in Abruzzo totalmente pubblica, è stata costantemente depotenziata, senza reali investimenti e senza una visione di prospettiva», e che «le scelte operate nel riordino della rete ospedaliera hanno creato le condizioni per attribuire gli ospedali di secondo livello a L’Aquila e Pescara, indebolendo Teramo». Il sindaco chiede un confronto immediato con istituzioni e comunità locali, anche alla luce del sollecito ministeriale alla Regione. «Basta dire bugie ai cittadini», aggiunge, ricordando che «il DM 70 stabilisce le discipline specialistiche dei presidi di primo e secondo livello» e che «la perdita delle attuali specialità aumenterebbe la mobilità passiva verso altre aree». Conclude affermando che «non consentiremo che Teramo venga ulteriormente penalizzata» e che «la sanità non può essere trattata come una semplice azienda, riducendo il diritto alla salute a una questione di costi e risparmi».