Processata per direttissima la giovane donna che nei giorni scorsi aveva tentato di introdurre droga per il marito rinchiuso nel carcere di Castrogno (https://piazzamartirinews.com/teramo-ancora-droga-in-carcere-un-arresto-e-una-denuncia/). 8 mesi la pena inflittagli dal tribunale, alla quale vanno aggiunti 1200 euro di multa. Nella cella dove è detenuto l’uomo gli agenti nel corso di una perquisizione hanno inoltre rinvenuto circa 25 grammi di hashish nascosti in una bomboletta di gas da campeggio e un cellulare.

 E proprio sui numerosi telefoni cellulari introdotti nelle carceri “scoperti solo grazie all’attenzione, allo scrupolo ed alla professionalità del personale” interviene con una nota il SAPPE il sindacato degli agenti di Polizia Penitenziaria: “Sulla questione relativa all’utilizzo abusivo di telefoni cellulari è ormai indifferibile adottare interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo“.
“E’ indispensabile – conclude la nota del sindacato – schermare gli istituti penitenziari per impedire l’utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e dotare gli agenti di rilevatori di telefoni cellulari“.


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