In una lettera aperta inviata al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente dell’Associazione Teramo CittadinanzAttiva, Mauro Chilante, prende posizione sugli acquedotti abruzzesi, la cui sorte sarà presto in discussione all’Emiciclo. In particolare Chilante si sofferma sulle evidenti differenze in termini di efficienza tra l’acquedotto del Ruzzo e le cugine regionali. Il primo che, scrive, gode di una gestione “virtuosa” e le seconde che definisce “gestioni meno centrate”. Il rischio per Chilante è che accorpamenti inopportuni possano generare danni al territorio teramano, sia nell’efficienza del servizio, che sui costi finali all’utente. La lettera:

“Teramo, 24 maggio 2026
Al Presidente della Regione Abruzzo Dr. Marco Marsilio
Pescara
Agli organi di comunicazione e di stampa LL.SS.
Gentilissimo Sig. Presidente,
martedì 26 maggio p.v. la Regione Abruzzo si accinge a scrivere, in Consiglio Regionale, una pagina decisamente importante per l’intero territorio. Dovrà infatti dar vita ad una nuova forma di gestione del Servizio Idrico Integrato.
Si dovrebbe ridurre il numero dei gestori dagli attuali sei a due o, forse, anche ad un solo soggetto.
Cittadinanzattiva ogni anno segue la problematica dell’acqua, che da noi è considerata un bene pubblico di inestimabile valore, e presenta un rapporto annuale che anche quest’anno ha messo in luce le notevoli differenze gestionali ed aziendali tra i vari gestori dimostrando, dati alla mano, che esistono gestioni virtuose, come quella della Ruzzo Reti, e gestioni meno centrate. Gestioni nelle quali le tariffe ed i costi in bolletta risultano notevolmente più bassi ed altre realtà nelle quali il citadino spende molto di più a fronte di notevoli dispersioni e disservizi. Ricapitoliamo la situazione abruzzese riportando una pagina del Rapporto 2026:
Notevoli permangono le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione; in Abruzzo, ad esempio, si va dai 479€ di Teramo ai 642€ di L’Aquila
In base agli ultimi dati Istat (anno 2022), la dispersione idrica raggiunge il 42,4% nel territorio complessivo italiano, In Abruzzo, la dispersione idrica media è del 55,5%. Il livello più alto nella regione si registra a Chieti (70,4%), mentre il più basso è registrato a Teramo (27,9%)
La fotografia emerge dal XXI Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. Il Rapporto ha preso in esame le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2025 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone e un consumo annuo di 182 metri cubi.Se ci attestiamo su un consumo di 150 mc l’anno, la spesa media nazionale sarebbe di €415 con un risparmio di €113 Il risparmio medio annuo garantito dal bonus sociale idrico si attesta sui 115€.

In quest’ultima parte del Rapporto, si evidenzia chiaramente lo stato di insoddisfazione dei cittadini rispetto ai vari aspetti burocratici e tecnici delle varie gestioni
È per questo che, in linea di principio, si concorda con l’iniziativa di ridurre il numero dei gestori rendendo più omogenee le gestioni ma anche meno costose. Ovviamente, se i gestori saranno due la speranza è che quello del Gran Sasso venga affidato alla Guida della Ruzzo Reti.

Questo non per campanilismo becero ma perché si tratterebbe di confrontare la gestione del Ruzzo, che ha la migliore performance ed i costi più accessibili per il cittadino, con il gestore aquilano che ha la peggior performance in Abruzzo.
La vera questione nasce, però, nel momento in cui da più parti si sente ventilare l’ipotesi di un affidamento a privati. Qualcuno avanza già sottobanco il nome di una società romana.
A fronte dei benefici economici che potrebbero nascere dall’iniziativa in atto, benefici che, però, rischierebbero di finire tutti per essere assorbiti dal privato che deve sempre ottenere dei profitti, vi sarebbe il concreto rischio di disperdere anche le competenze e le capacità gestionali e l’organizzazione aziendale dei gestori che, ad oggi risultano essere i più virtuosi.
Un bene come ľ’acqua, fondamentale per la vita delľ’uomo, non può non essere amministrato (si spere con saggezza) dalla mano pubblica e non c’è chi possa negare i mille rischi che provocherebbe una gestione privata esclusivamente (è logico) tesa prioritariamente a garantirsi un margine di profitt a spese del citadino,
La prego, Presidente, di volersi esprimere e di far esprimere chiaramente il Consiglio Regionale in favore del mantenimento in mano pubblica della gestione del ciclo delle acque. La ringrazio per l’attenzione e la saluto distintamente”.

IL PRESIDENTE REGIONALE DI CA
Dr. Mauro Chilante