

Si è chiusa ieri con la premiazione dei 23 protagonisti biancorossi del campionato 1985-1986 la settima edizione del Premio Rodomonti (*). Un evento organizzato dagli Amici del Calcio Teramano, non solo per celebrare quella fantastica annata che portò il Teramo in vetta al campionato con la promozione in C1, ma anche un momento per ricordare fatti e persone di una stagione d’oro. E’ stata una due giorni intensa, cominciata venerdì con due ospiti speciali, Stefano Tacconi e Antonio Tempestilli. Sabato invece, il clou in piazza Martiri della Libertà con la premiazione e con l’apertura del cassetto della memoria. Un compito assolto da Elso Simone Serpentini che scavando nei ricordi ha raccontato alcuni aneddoti. Uno in particolare ha attirato l’attenzione della platea: la nascita dell’inno biancorosso. Un brano composto in musica da Gianni Dale, musicista scomparso anni fa, su un testo scritto dallo stesso Serpentini. Note riproposte ieri da un gruppo di giovani musicisti e da Marco e Nicoletta, fratelli di Gianni (guarda il video). Sul palco anche Peppino Di Salvatore, batterista, che all’epoca contribuì all’esecuzione del primo brano originale. Un passaggio di testimone tra passato e presente.

Una giornata ben organizzata con momenti di genuino spettacolo e con il ricordo di Gianni Gebbia, avvocato, tifoso biancorosso scomparso di recente. Infine, la premiazione. Giovani “attempati”, ma sempre in gamba, accolti dai giornalisti Dorotea Mazzetta e Aurelio Pomante. C’erano Barboni, Cossaro, Cappellacci, De Angelis, Salvatori, il fratello di Pierleoni, Gigi, Simoni, Da Re, Maurizi, Del Pelo, Francisca, Iannetti, Bucciarelli, Bizzarri, Collevecchio, i famigliari di Mazzagatti, Tartarelli, e il magazziniere Leo Rastelli. Mancava purtroppo Solfrini, scomparso nel 2012 colpito da SLA.
(*) Carmine Rodomonti, scomparso nel 92, fu arbitro e poi direttore sportivo del Teramo, Chieti e Francavilla





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