Il Teramo arriva a questa semifinale playoff forte di una stagione regolare chiusa al terzo posto con 74 punti, frutto di un rullino di marcia impressionante: 21 vittorie, 11 pareggi, e 2 sole sconfitte in trentaquattro partite. Questo dato racconta molto della solidità della squadra di Marco Pomante, che ha saputo costruire una difesa difficile da scardinare e un’identità di gioco precisa. La capacità di restare in partita fino all’ultimo secondo è stata una costante, tuttavia occorre prudenza. Proprio pochi giorni fa, il 3 maggio, la gara di ritorno in casa dell’Atletico Ascoli si è chiusa con un pareggio per 1-1. e a dicembre i marchigiani avevano espugnato il fortino aprutino per 2-1. Sul piano tecnico, il Teramo fa affidamento sulla qualità di elementi come Pavone e Sereni. Mancherà Fall, tra i non convocati. A centrocampo l’esperienza di Angiulli e Carpani garantisce equilibrio e inserimenti, mentre la difesa, guidata da Alessandretti e Bruni, dovrà prestare massima attenzione alle transizioni veloci degli ascolani, che con giocatori come Minicucci e Coppola hanno dimostrato di saper far male negli spazi. Un dettaglio regolamentare non trascurabile gioca a favore del Teramo: in virtù del miglior piazzamento in classifica (3° contro il 4° posto dell’Atletico Ascoli), in caso di parità al termine dei tempi supplementari saranno i biancorossi a staccare il pass per la finale. Questo obbliga gli avversari a scoprire il fianco per cercare la vittoria, permettendo alla squadra di Pomante di gestire il ritmo della gara e colpire nelle ripartenze, arma che quest’anno è stata spesso letale. Il Bonolis è pronto a spingere i suoi, consapevole che la solidità mostrata durante l’anno è la base su cui costruire l’accesso alla finalissima contro la vincente di Ancona-Notaresco.

Il Notaresco si presenta a questi playoff come la vera mina vagante del girone, avendo strappato il quinto posto in extremis grazie a una stagione di grande regolarità che ha fruttato 50 punti. La squadra vanta una difesa estremamente organizzata e un centrocampo di categoria superiore guidato dall’esperienza di Arrigoni, elementi che hanno permesso di fermare molte “grandi” durante l’anno, non ultimo il pareggio esterno contro la capolista o i successi di misura che ne hanno confermato la solidità. Proprio domani, in contemporanea con la sfida del Bonolis, il Notaresco sarà impegnato nella tesa trasferta di Ancona: un incrocio che deciderà chi tra loro e i dorici potrà accedere alla finale contro la vincente di Teramo-Ascoli. Per i rossoblù di mister Bruno, che non godono del vantaggio del piazzamento in classifica e sono obbligati a vincere entro i 120 minuti, la partita sarà un esame di maturità definitivo per capire se il sogno della promozione possa davvero diventare realtà.

CLASSIFICA FINALE: