In una nota diffusa dai Gruppi di Maggioranza dell’Amministrazione Nugnes viene affrontato il tema del Centro del Riuso di Fonte dell’Olmo. Il testo chiarisce che la gestione dell’opera è derivata da vincoli legali preesistenti, affermando infatti che «mentre le opposizioni si rincorrono nel rivendicare primogeniture e lanciare accuse di incoerenza, questa Amministrazione ha dovuto affrontare una situazione amministrativa e legale ereditata che non lasciava margini di manovra ideologica». Viene inoltre ricordato che gli atti della precedente amministrazione mantengono valore legale anche dopo il cambio di governo, poiché «questi atti hanno valore vincolante anche per noi che siamo arrivati successivamente a governare»; la scelta dunque non rappresenterebbe un cambio di opinione, quanto il «dovere istituzionale di adeguarci alla continuità amministrativa degli atti per non esporre la città a problemi finanziari». Entrando nel merito tecnico della vicenda, la nota riferisce che a seguito di un confronto con la Regione è emersa l’impossibilità di modificare la localizzazione del progetto, dato che «una revoca o uno spostamento dell’opera in quella fase avrebbe esposto il Comune a danni certi verso l’impresa aggiudicataria e a un gravissimo danno erariale». L’Amministrazione sottolinea di aver agito con senso di responsabilità per evitare contenziosi legali in cui l’Ente si sarebbe trovato «in una posizione di probabile soccombenza». Per quanto riguarda la natura dell’impianto, i gruppi consiliari rassicurano la cittadinanza spiegando che «ciò che nascerà non sarà un tipo di struttura che tanto aveva preoccupato i residenti», in quanto si tratterà di un impianto destinato «unicamente alla raccolta e all’avvio al riuso di materiali specifici». La maggioranza dichiara infine la propria «piena disponibilità a un incontro pubblico sulla questione». Sulla vicenda interviene nel comunicato anche il Capogruppo Enio Pavone, il quale esprime stupore per le posizioni della minoranza, rimarcando che «gli atti amministrativi approvati in precedenza abbiano una loro continuità, a prescindere dalla volontà delle amministrazioni che si succedono». Secondo Pavone, la posizione politica della maggioranza resta coerente, ma è stato necessario prendere atto dell’ «impossibilità di bloccare un iter che si trovava già in fase avanzata». Il rappresentante della maggioranza conclude ribadendo che «il rischio concreto era andare incontro a un danno erariale che avrebbe danneggiato tutta la città».