Il colore rosso del gasolio da riscaldamento dà il nome all’ultima importante operazione della Guardia di Finanza di Pescara, che ha smantellato un articolato sistema di frode fiscale. Al centro dell’indagine, durata circa un anno, come riporta Il Pescara, emerge un meccanismo ingegnoso quanto illecito: attraverso la manomissione dei contalitri sui mezzi di trasporto, l’organizzazione avrebbe sottratto quote di combustibile destinate a ignari clienti, inclusi enti pubblici, per poi immetterle illegalmente sul mercato. Il prodotto accumulato veniva miscelato con il gasolio per autotrazione e rivenduto a prezzi concorrenziali, sfruttando l’evasione delle accise e la differente tassazione tra le tipologie di carburante. ​Le fiamme gialle hanno individuato quindici indagati, tra cui spicca la figura di un uomo con residenza in Svizzera, considerato la mente del sodalizio. Secondo quanto emerso sarebbe già gravato da un debito con l’erario di dieci milioni di euro. Nonostante risultasse sconosciuto al fisco, la perquisizione ha portato al sequestro di beni per oltre un milione di euro, tra cui spiccano auto Ferrari e Porsche, orologi di pregio e ingenti somme in contanti. L’inchiesta ha svelato una rete di complicità estesa tra le province di L’Aquila, Milano, Roma e Pescara, con accuse che spaziano dall’associazione a delinquere all’autoriciclaggio, segnando un colpo decisivo contro le speculazioni nel settore energetico.