Non tutti i mali vengono per nuocere. E’ il caso del mitologico biglietto vincente da 500mila euro venduto a Carsoli ad una coppia. La storia comincia l’8 marzo, in occasione della festa delle donna. Il pensiero dell’uomo è di fare un omaggio all’amata, nella speranza del colpo di fortuna. Gratta gratta, sembra in effetti che la Dea Bendata abbia assunto al suo compito. Le agili dita della donna corrono lungo la fila di numeri che compongono la scheda in un controllo frenetico. Fino ad emettere un grido di gioia. Due numeri combaciano, e sotto uno di essi la cifra esorbitante: 500mila euro. Superata la sorpresa, la coppia si scambia la promessa: vincita divisa in due, come da accordi. Ma è qui il primo colpo di scena. La donna, di origini rumene come il suo compagno, si dà uccel di bosco, non prima, però di aver occultato il biglietto vincente. Il compagno, incredulo, non si dà per vinto. Prima con le buone, poi presso un ufficio delle forze dell’ordine, dove espone i fatti per cercare giustizia. Passa qualche giorno, tra contatti tra i due e verifiche dei Monopoli. Ma è proprio da questi ultimi che arriva il secondo colpo di scena: Il biglietto non è vincente. Un errore di lettura per una “grattata” frettolosa ha giocato un brutto scherzo. Un quattro scambiato per un uno. Si chiude così una vicenda che aveva tenuto banco per giorni arrivando anche sui media nazionali. Tuttavia, non tutti i mali vengono per nuocere. Lei non avrà 500mila euro. Lui neanche ma, parafrasando Troisi, ha almeno capito: “pensavo fosse amore, invece era un calesse“. (Immagine non inerente l’episodio)