Ad Alba Adriatica, la “Rimini” d’Abruzzo, la ricerca di una casa si è trasformata in un incubo. La vicenda nasce qualche settimana fa. Da un iniziale caso che sembrava isolato, si è aperto un vaso di Pandora che ha scatenato una serie di segnalazioni a raffica. Protagonista della vicenda, un uomo che, secondo quanto racconta un esposto presentato ai carabinieri, avrebbe messo in piedi un sistema tanto semplice quanto efficace: pubblicava annunci di appartamenti in affitto, mostrava foto curate e video convincenti, proponeva contratti apparentemente regolari e, una volta incassata la caparra, spariva nel nulla. Gli immobili, affermano le vittime, non erano di proprietà o non erano affatto disponibili e venivano riproposti più volte in uno schema ripetitivo. Storie venute alla ribalta con propaggini anche in altre regioni d’Italia e a volte con risvolti perfino nel campo delle molestie personali. Insomma, una architettura della truffa, qualora le accuse venissero confermate, predisposta con cura.
Il racconto delle vittime è tipico di chi, in buona fede, cade suo malgrado, in una trappola. Si è parlato di annunci perfetti, di persona gentile e rassicurante con tanto di moglie e figli, perfino di contratti da sottoporre alla firma, seguiti da bonifici come caparra, piccole somme per non sollevare sospetti. Poi il giorno fatidico della consegna delle chiavi e l’inizio dell’incubo. Davanti ai futuri affittuari, un portone chiuso e un appartamento inaccessibile. Una scena vissuta da più di una persona, con un aumento delle segnalazioni che ha spinto le vittime ha presentare un esposto collettivo. Si sospetta, tuttavia, che il vaso di Pandora non sia del tutto scoperto, e che nella presunta attività dell’uomo, ci sia ancora tanto da mettere alla luce. La voglia di rivolgersi alle autorità per somme considerate “troppo basse” potrebbero aver influito sulla volontà di infilarsi in un tunnel burocratico senza fine. Eppure, somme che messe insieme, sempre qualora tutte le accuse saranno confermate in sede processuale, rappresentano un gruzzolo non indifferente. A questo si aggiunge la ritrosia di chi avrebbe ricevuto molestie personali a esporsi in pubblico per pudore. La vicenda ha attirato l’attenzione della trasmissione Fuori dal Coro. La redazione guidata da Mario Giordano ha raccolto testimonianze e documenti, mostrando come gli annunci fossero costruiti con cura e come gli episodi si ripetessero con una certa regolarità. Il servizio ha dato voce alle presunte vittime, contribuendo a far emergere altri casi rimasti nell’ombra.













