L’operazione “HATE” del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha portato all’arresto di un diciassettenne pescarese domiciliato nel Perugino, accusato di propaganda e istigazione all’odio razziale, etnico e religioso, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, è stata eseguita all’alba in Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
Le indagini hanno ricostruito un quadro inquietante: il giovane avrebbe reperito e diffuso manuali per la fabbricazione di armi, esplosivi e congegni bellici, compresi documenti relativi a sostanze chimiche e batteriologiche pericolose e istruzioni per sabotare servizi pubblici essenziali. Tra il materiale sequestrato figurano anche indicazioni sulla produzione del TATP, l’esplosivo noto come “madre di Satana”, già utilizzato negli attentati di Bruxelles e Parigi.

Gli investigatori hanno inoltre documentato i contatti con il gruppo Telegram “Werwolf Division”, ambiente neonazista e suprematista che glorifica figure come Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik, e hanno rilevato l’intenzione esplicita di emulare la strage della Columbine. Accanto all’arresto, l’operazione ha coinvolto in modo significativo l’Abruzzo: sette perquisizioni, tra cui alcune nella provincia di Teramo, hanno interessato minorenni ritenuti inseriti in circuiti online estremisti e indagati per violazione dell’art. 604 bis del codice penale. Gli inquirenti li descrivono come particolarmente sensibili alla propaganda suprematista e alla fascinazione per la violenza.
L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine dell’Aquila, si collega alla precedente operazione “IMPERIUM” condotta a Brescia. Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.