Il Ministero dell’Ambiente ha nuovamente censurato la legge regionale che ha ridotto la Riserva del Borsacchio da 1.148 a 24 ettari, giudicandola in contrasto con Costituzione e normativa nazionale sulle aree protette. Il parere, inviato alla Presidenza del Consiglio, contesta alla Regione Abruzzo l’assenza del procedimento partecipativo obbligatorio e il mancato coinvolgimento degli enti locali, elementi già sanzionati dalla Corte costituzionale. La riduzione del perimetro, definita “provvisoria” dalla maggioranza regionale, è ritenuta illegittima anche perché, riporta una nota, contraddice un impegno formale assunto dalla stessa Regione nel 2024 a non intervenire sui confini originari. Intanto, nei terreni esclusi dalla riserva sono partiti interventi edilizi che rischiano di diventare illegittimi in caso di futura declaratoria di incostituzionalità, generando incertezza e potenziali contenziosi. WWF Abruzzo e Guide del Borsacchio, che hanno presentato un ricorso al TAR, tornano a chiedere una soluzione immediata: approvare il Piano di Assetto Naturalistico con il perimetro originario e avviare finalmente la gestione della Riserva. Il PAN, già adottato dal Comune.
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