Il GIP ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per il ventenne di Roseto coinvolto nell’inchiesta sull’aggressione ai carabinieri al termine della partita di basket Roseto-Pesaro. Confermata, quindi, la custodia cautelare in carcere. Durante l’interrogatorio di garanzia, il giovane ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, rilasciando tuttavia dichiarazioni spontanee per tentare di ridimensionare la portata delle chat finite agli atti. Il ragazzo ha inoltre riferito di aver già risarcito i danni causati all’auto di servizio dell’Arma.
Secondo la Procura, il giovane ricopriva un ruolo di primo piano nel gruppo denominato “Gioventù fascista rosetana”, attivo nel tifo organizzato e caratterizzato da riferimenti ideologici di estrema destra. Le indagini avrebbero portato alla luce una rete di circa quaranta persone che, attraverso messaggi social, condividevano slogan discriminatori, in particolare rivolti ai migranti. L’inchiesta conta attualmente diciassette indagati a vario titolo per reati che spaziano dall’istigazione alla discriminazione razziale al danneggiamento e resistenza. Mentre il ventenne resta l’unico detenuto in carcere, per altri tre indagati sono stati disposti i domiciliari e per quattro l’obbligo di dimora. (Leggi l’articolo correlato)
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