17 persone indagate, 14 di queste con l’aggravante della discriminazione razziale, una ristretta in carcere, tre ai domiciliari e quattro con l’obbligo di dimora. E’ il bilancio dell’operazione portata a termine stamani dai carabinieri, con il supporto di un elicottero e del Nucleo Cinofilo. L’indagine trae origine nell’ottobre scorso, quando a fine partita di basket, tra Roseto e Pesaro, al PalaMaggetti, un gruppo di tifosi facinorosi e mascherati si scaglia contro le auto dei carabinieri in servizio. Una in particolare viene presa di mira e colpita da un oggetto contundente, riportando lo sfondamento del lunotto posteriore. E’ l’inizio di una serie di accertamenti coordinati dalla PM Enrica Medori, ed eseguiti dai carabinieri del comando provinciale con alla guida il colonnello Massimo Corradetti. Un lavoro minuzioso che si indirizza verso il gruppo “Roseto Youth”, attivo a Roseto degli Abruzzi, alcuni membri del quale ritenuti anche i presunti responsabili di aggressione nei confronti di cinque bengalesi residente al CAS. Una circostanza che in tribunale costerà loro l’aggravante della discriminazione razziale. Una chat in particolare porta gli inquirenti verso una precisa direzione. Dalle conversazioni si risale infatti a colui che sembra essere il capo del gruppo, il punto di riferimento. E’ un ventenne rosetano col vezzo di farsi chamare il Duce. Nel corso delle perquisizioni, in alcune abitazioni è stato rinvenuto materiale inneggiante all’odio razziale, in particolare verso le popolazioni di colore.
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