Una vasta operazione coordinata dalla DIA ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale dedita a sofisticate frodi informatiche operante tra l’Italia e la Spagna. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, ha visto l’esecuzione di misure cautelari in carcere per due figure centrali del sodalizio, mentre gli indagati complessivi sono 24. Le accuse spaziano dall’associazione per delinquere alla frode informatica, fino al riciclaggio e all’autoriciclaggio, con l’aggravante per alcuni soggetti di aver agevolato il clan dei Casalesi. Il sistema criminale si basava su tecniche di phishing, smishing e vishing per svuotare i conti correnti di ignari risparmiatori attraverso falsi messaggi o chiamate che simulavano comunicazioni bancarie ufficiali. In diversi episodi, i truffatori riuscivano persino ad attivare copie fraudolente delle SIM telefoniche delle vittime per accedere ai servizi di home banking. Le indagini hanno documentato almeno 38 episodi di truffa per un danno totale di circa 800mila euro. Parte dei proventi veniva poi convertita in criptovalute o trasferita su conti esteri per finanziare le attività del clan e il sostentamento delle famiglie dei detenuti. L’attività investigativa, che ha usufruito della cooperazione internazionale di polizia, ha interessato diverse aree del Paese con 21 perquisizioni locali. Tra i territori colpiti dalle incursioni informatiche figura anche l’Abruzzo, con diverse vittime residenti nella provincia di Teramo che sono cadute nella rete dei raggiri.