L’agente Alessandro Calista, pescarese di 29 anni, rimasto ferito durante i disordini avvenuti a Torino lo scorso 31 gennaio in occasione della manifestazione legata al centro sociale Askatasuna, ha deciso di procedere per le vie legali in sede civile. Il poliziotto era stato accerchiato da un gruppo di manifestanti e colpito ripetutamente con calci, pugni e un martello, riportando lesioni significative prima dell’intervento dei colleghi. L’episodio è stato documentato da video diffusi sui canali social che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’aggressione.Oltre all’azione contro i responsabili materiali del pestaggio, l’agente ha dato mandato ai propri legali di procedere anche sul fronte della tutela della propria immagine. Calista intende infatti intentare una causa per diffamazione contro gli autori di centinaia di commenti offensivi apparsi sul web nei giorni successivi ai fatti. Gli insulti sono stati rivolti al poliziotto a seguito della pubblicazione di alcune immagini che lo ritraevano insieme a un collega e alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scatenando reazioni violente da parte di diversi utenti della rete. L’iniziativa legale punta a ottenere il risarcimento dei danni sia per le conseguenze fisiche derivanti dallo scontro di piazza, sia per il danno reputazionale subito a causa della gogna mediatica. Le autorità competenti proseguono nel frattempo le indagini per identificare tutti i soggetti coinvolti negli scontri e coloro che hanno partecipato attivamente alla campagna di denigrazione online contro l’agente.
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