Un comitato composto da alcuni ersponenti della CGIL di Teramo, ha chiesto formalmente al Consiglio comunale, alla Giunta e al Sindaco di avviare le procedure per la revoca del gemellaggio con l’autorità locale israeliana di Rishon LeZion, ritenuto non più sostenibile alla luce della situazione in corso nella Striscia di Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati. Nel comunicato, i promotori richiamano le violazioni del diritto internazionale e citano il rapporto della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite del 16 settembre 2025, che definisce genocidarie le condotte attribuite allo Stato di Israele. Mantenere il gemellaggio, affermano, rischierebbe di apparire come una legittimazione implicita. A sostegno della richiesta viene ricordata anche una dichiarazione del sindaco Gianguido D’Alberto, che il 3 ottobre 2025 aveva affermato, «non possiamo non procedere nell’impegno che abbiamo già assunto del superamento del gemellaggio», precisando, «esso si fondava su presupposti di carattere umanitario oggi completamente calpestati». Il documento è sottoscritto da Pancrazio Cordone, Alessandra Palombaro, Natascia Innamorati e Mauro Pettinaro.
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