Poche persone stamani alla commemorazione del Giorno del Ricordo ai giardini Micaletti, davanti alla targa dedicata a Giuseppe “Geppino” Micaletti, eroe di Vergarolla, e in memoria delle migliaia di vittime delle Foibe. C’era la vicesindaco Stefania Di Padova, i consiglieri d’opposizione Pasquale Tiberii, Franco Fracassa e Berardo Rabbuffo, Stefano Matteucci e Matteo Di Francesco dell’UGL, oltre alle autorità militari e governative. Nessun altro. E gli assenti, per citare un noto aforisma, si sono notati più dei presenti. La testimonianza plastica che le vittime non sono tutte uguali. Anche la morte, in alcuni ambienti, deve avere il colore che piace. Pubblichiamo in copertina la foto della targa con la coroncina apposta in memoria. La panoramica ve la risparmiamo. Nell’articolo correlato in coda, che riguarda la cerimonia dello scorso anno, raccontiamo un breve frame alla strage di Vergarolla e della figura del medico Geppino Micaletti. Insignito dal presidente Sergio Mattarella della “Medaglia al merito della Sanità pubblica”, nella motivazione si legge: “Nell’esplosione di Vergarolla perse il fratello, la cognata e i due figli piccoli, Carlo e Renzo, di 5 e 9 anni, recatisi in spiaggia come tanti altri bambini per una tradizionale gara natatoria. Il corpo di Carlo venne rinvenuto, ma di Renzo restò solo una scarpetta. Nonostante fosse informato del loro tragico destino, continuò ad occuparsi per più 24 ore dei pazienti gravemente feriti e mutilati all’ospedale Santorio Santorio di Pola“.