In occasione del Giorno della Memoria, celebrato oggi, il sindaco Gianguido D’Alberto ha ricordato la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, avvenuta ottantuno anni fa, sottolineando come la Shoah sia stata il risultato di un processo fondato sulla sistematica negazione della dignità umana e sull’indifferenza collettiva. Nel suo intervento, il primo cittadino ha richiamato il concetto di “banalità del male”, citando Hannah Arendt e ribadendo come la memoria non possa ridursi a una commemorazione formale, ma debba tradursi in un impegno quotidiano a difesa dei diritti umani e dei valori democratici.
D’Alberto ha evidenziato come la Carta repubblicana, nata dalla Resistenza, rappresenti un argine contro il ripetersi di tragedie simili. «Non possiamo dimenticare quello che è stato», ha ricordato citando Aldo Moro, ribadendo la necessità di riconoscere nella dignità della persona il principio fondante della vita civile. Nel suo discorso, il sindaco ha infine richiamato le responsabilità del presente, sottolineando come il silenzio di fronte a guerre, violenze e discriminazioni rischi di aprire nuovamente la strada a epoche buie della storia.













