​Il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, è intervenuto con una nota, in merito alla situazione della sanità regionale, criticando la gestione degli atti aziendali delle ASL e le scelte strategiche operate dalla giunta abruzzese. L’attuale fase di incertezza e le divergenze interne alla maggioranza di governo regionale, scrive il sindaco, riflettono una “totale confusione sulla politica sanitaria” che starebbe penalizzando il territorio teramano.​ Per ​D’Alberto i rilievi mossi dall’Agenzia Sanitaria Regionale (ASR) verso l’atto aziendale della ASL di Teramo sono il segnale di una programmazione carente. Il Sindaco afferma che la legge di riordino della rete ospedaliera “delinea un’organizzazione territoriale dell’Abruzzo diviso in due e nella quale Teramo viene semplicemente cancellata“.​

Secondo l’analisi del primo cittadino, il diritto alla salute dei teramani sarebbe oggetto di un depotenziamento sistematico:​“Quel diritto che ormai da anni viene depotenziato e umiliato da un’amministrazione regionale che si nasconde dietro decisioni tecniche ma che da sempre ha in mente un’organizzazione territoriale dell’Abruzzo diviso in due”. Nella nota il sindaco richiama i dati relativi alla mobilità passiva, sottolineando che, nonostante una gestione definita “virtuosa” dal punto di vista finanziario in passato, la ASL di Teramo presenta oggi indicatori critici.​ “Il report dell’Agenzia regionale sui dati 2024 evidenziava come la ASL di Teramo fosse quella con il tasso ed indice d’emigrazione più alti d’Abruzzo, pari rispettivamente al 31,3% e al 22,4%”.​

D’Alberto cita inoltre la relazione della Corte dei Conti 2023-2024, evidenziando come l’Abruzzo sia l’unica regione in piano di rientro a mostrare un peggioramento nei risultati di esercizio, con un disavanzo sanitario crescente dal 2022.​

Il comunicato affronta poi il tema dell’edilizia sanitaria e della classificazione dei nosocomi. D’Alberto esprime scetticismo sulla realizzazione della nuova struttura ospedaliera cittadina e sulla mancata attribuzione della qualifica di secondo livello al territorio teramano.​“Ad oggi non c’è alcuna copertura integrale dell’intervento e non è dato sapere dove si andranno a trovare le risorse necessarie. Il piano di riorganizzazione della rete sanitaria prevede, una volta individuati gli ospedali di secondo livello, la riallocazione di tutte le discipline specialistiche”.​

D’Alberto conclude auspicando un intervento del Comitato ristretto dei Sindaci a tutela del servizio sanitario provinciale, definendo la questione non come una difesa di campanile, ma come una “battaglia necessaria a tutela del diritto alla salute di tutta la comunità“.​

ARTICOLO CORRELATO: