Mentre i riflettori sono tutti puntati sulla cerimonia d’inaugurazione de L’Aquila a capitale italiana della cultura 2026, è sullo scenario più dimesso dei tradizionali festeggiamenti per il Sant’Antonio a Cermignano che il prototipo registrato, parodia del famoso gioco di società, fa la sua timida presentazione al pubblico, venendo accolto però con grande entusiasmo e meraviglia già dalla prima occhiata curiosa ricevuta. L’idea arriva dal genio di Gianluigi Cardelli, ingegnere aerospaziale teramano classe ’91, che durante le scorse vacanze pasquali decide di infondere ad uno dei suoi passatempi preferiti una nuova identità: quella della sua terra natìa, l’Abruzzo.“È cominciato tutto per gioco” ricorda il gamer creativo “mi annoiavo e avevo bisogno di occupare il mio tempo in qualcosa di utile; allora ho iniziato a sviluppare quella che sembrava solo una banalità infantile.” Ascolta Gianluigi Cardelli:
Così, nell’aprile del 2025, in scarsi sette giorni, le 84 carte previste dal regolamento di Dixit, grazie al saggio utilizzo dell’AI, cambiano veste e si trasformano in fantastiche cartoline che raccontano attraverso immagini, simboli e personaggi iconici la bellezza del nostro territorio.

A stimolare la narrazione dell’incredibile storia da indovinare, che si intreccia d’amore e d’Abruzzo nei suoi luoghi straordinari e nelle sue magiche leggende, compaiono tra i tanti emblemi “la presentosa” e il romanticissimo lago di Scanno, nel cui cuore naviga innamorata una coppia di cigni; il favoloso Ponte del Mare di Pescara; il Gigante che dorme appollaiato tra le stelle; un assorto Vate; le mazzarelle e l’indimenticabile cantautore di Pigro per raccontare Teramo, ma pure il Maestro Enrico Melozzi, rappresentato nella sua ormai viralissima posa sanremese con la bacchetta tra i denti come fosse uno stecco di “rustell”.

Ma è con le festività che hanno aperto il nuovo anno, che anche per il mazzo di Abruxit si è aperto un nuovo capitolo di sviluppo.“Ho deciso di rivedere la grafica per ripulirla da elementi troppo fuorvianti rispetto alla prima estensione” continua ancora Cardelli “Piuttosto che appoggiarmi all’intelligenza artificiale, mi piacerebbe coinvolgere professionalità umana. E trovare fondi, magari regionali, o aziende del territorio per elaborarlo definitivamente, rendendolo così un souvenir divertente ed emozionante.”La fase embrionale del gioco di società, infatti, dopo solo tre sere, ha già davvero conquistato la simpatia di quanti l’hanno incontrato. “C’è stato chi, non conoscendo la versione originale, mi ha chiesto se fossero delle cartoline e mi ha proposto di trasformare il mazzo anche in semplici calamite.”





Abruxit è un sogno ad occhi aperti. La sua forza fa leva proprio sulla capacità evocativa delle immagini: attingendo dalla realtà locale stimola fantasia e ricordi; come gioco, favorisce l’interazione sociale e gli scambi culturali, creando legami emotivi irresistibili. Ma non ne va sottovalutato neppure l’aspetto pedagogico, perché, carte alla mano, potrebbe rivelarsi un espediente educativo perfetto per meglio veicolare l’apprendimento della geografia. E l’iniziativa del nostro ingegnere aerospaziale non si limita a conquistare confini più noti: una carta, quella dell’allunaggio con la bandiera dell’Abruzzo, rappresenta la manifestazione della sua grandiosa visione. “Ho in mente anche un’estensione a scala globale, ma un passo alla volta. È così che si va lontano. Intanto, inizio da qui, da casa” conclude determinato a non perdere neanche un minuto di tempo prezioso. Anzi, ha già iniziato a muoversi per intercettare l’interesse di chi potrebbe metterlo in condizione di esprimere il massimo potenziale del gioco, puntando sulla valorizzazione del territorio e della sua riconoscibile struttura identitaria, forte e gentile. Chissà che presto, anche il prossimo Natale, sulle tavole abruzzesi ma pure dei turisti estivi, accanto alla tombola tradizionale non si giochi pure ad Abruxit.Ipse Dixit, però in abruzzese. Insomma, “Sta parlato!”
Eugenia Di Giandomenico













