Il Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità (CONFAD) ha preso posizione in merito al recente Disegno di legge sulla figura del caregiver familiare approvato in Consiglio dei Ministri. Attraverso le dichiarazioni dei referenti per la Regione Abruzzo, Sabrina Angelini e Federico Di Felice Di Michele (Foto), l’associazione ha delineato un quadro che oscilla tra il riconoscimento di un progresso storico e la necessità di correggere profonde criticità strutturali. Secondo gli esponenti del coordinamento, il provvedimento rappresenta un primo segnale dopo anni di battaglie in diverse sedi istituzionali, volto a inserire stabilmente questa figura nel sistema del welfare italiano.

Pur definendo l’approvazione del testo come un passo avanti verso il riconoscimento giuridico e sociale, il CONFAD sottolinea che la direzione intrapresa richiede un monitoraggio costante. Le famiglie italiane non possono attendere oltre una normativa che renda stabile e strutturale il riconoscimento dei Caregiver Familiari come parte integrante del Welfare informale, affermano i referenti, ponendo l’accento sulla categoria dei Caregiver Familiari Conviventi, per i quali l’associazione chiede tutele specifiche legate all’intensità dell’impegno di cura. L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire durante il percorso parlamentare tramite emendamenti che possano migliorare il testo entro i prossimi mesi. Uno dei punti di maggiore attrito riguarda la dotazione finanziaria. Se da un lato l’istituzione di un fondo da 257 milioni di euro a regime viene vista come un incremento significativo rispetto ai 30 milioni stanziati nel 2024, dall’altro la cifra viene giudicata insufficiente per coprire i bisogni reali della platea interessata. È chiaro che questi fondi non sono sufficienti per garantire risposte pienamente adeguate, osserva l’associazione, esprimendo preoccupazione anche per i criteri di accesso basati sull’ISEE. L’ipotesi di una soglia fissata a 15.000 euro viene definita eccessivamente bassa, con il rischio di escludere un numero elevato di persone che vivono in condizioni di fragilità economica e sociale a causa del tempo dedicato all’accudimento. Il CONFAD pone inoltre l’accento sulla questione previdenziale, definendola un pilastro per la dignità del caregiver. La richiesta principale riguarda il riconoscimento dei contributi figurativi e l’introduzione di forme di prepensionamento per chi ha dovuto abbandonare o ridurre l’attività lavorativa. Al momento, questi aspetti non sono stati recepiti nel testo del Ddl, nonostante le sollecitazioni avanzate ai tavoli tecnici. Questi aspetti purtroppo non sono stati al momento recepiti. E per noi non è accettabile, concludono Sabrina Angelini e Federico Di Felice Di Michele, ribadendo che la battaglia per i diritti si sposterà ora nelle aule parlamentari per trasformare quella che oggi è una bozza in una conquista di civiltà completa.