Autovelox sì, autovelox no: questo è il dilemma che circonda il famigerato impianto “succhiasoldi” installato a suo tempo sulla SP3 Fiumicino-Campli, in zona Piancarani. Una “guerra”, senza esclusione di colpi, tra la Provincia, nella persona del presidente Camillo D’Angelo, il Comune di Campli, per mano del sindaco Federico Agostinelli, e il consigliere comunale teramano di Fratelli d’Italia, Luca Corona.
Un’installazione contestata, ritenuta da molti solo un espediente utile per raccimolare fondi extra e sulla quale, a suo tempo, è calata anche la scure del prefetto Fabrizio Stelo. Con un’ordinanza emessa nell’ottobre scorso, ne aveva disposto lo spegnimento, anche se solo in direzione Campli–Teramo. Alle contestazioni aveva tuttavia risposto il presidente della Provincia, D’Angelo, sostenendo che il dispositivo è conforme a quelli presenti sul territorio nazionale, attivi tutti all’interno di un “vuoto amministrativo”. Insomma, una materia che dire confusa è fin troppo poco.
LE MULTE
Ora il punto nevralgico della vicenda, quello delle multe (salate) prese da chi, immortalato con il tachigrafo in overdose di chilometri, ha dovuto mettere le mani al portafoglio. A chi mette in dubbio l’esito dei ricorsi, risponde il sindaco di Campli, Federico Agostinelli.
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