La donna esce correndo da piazza Sant’Anna, imbocca corso Cerulli, sanguinante e in preda al panico, forse ha anche esagerato con l’alcol. Il grido di aiuto lanciato per una presunta aggressione subita, prima di accasciarsi a terra, attira l’attenzione di un gruppo di persone impegnate nella movida del sabato sera. Qualcuno chiama il 118 che interviene nell’immediatezza, insieme ad una pattuglia dei carabinieri. La donna è accompagnata in ospedale, dove è stata visitata, medicata e posta in osservazione. Le sue condizioni sarebbero comunque rassicuranti. Un frame di vita notturna, i cui contorni sono ancora da chiarire.
Rimane, tuttavia, il problema di una città che secondo narrazione, “è tranquilla, con episodi che rientrano nella media “. Come se rientrare nella media fosse un punto di merito, un risultato raggiunto, per una città con poche migliaia di abitanti. “Mal comune mezzo gaudio“, il meme che tacita la coscienza. Rimangono però i fatti. Teramo, che una volta era davvero considerata oasi di pace, nasconde ora risvolti inquietanti. Si ripetono le risse, nei luoghi più affollati e alla luce del giorno, si contano azioni di disturbo verso anziani e persone inermi. I più deboli. Una sfida aperta alle forze dell’ordine che ogni giorno danno il massimo, a volte a loro rischio e pericolo, per mantenere l’ordine. E’ l’arroganza di chi si sente un sicuro impunito. “E’ pericoloso perfino negare una sigaretta quando non la si ha – ci dice un anziano parlando di piazza Garibaldi – evito di passarci“. La libertà negata. (Foto e fonte: Teramo Vivi Città di Marcello Olivieri)
En.Sq.












